Stagione in forse alla Cristallina - immagine d'archivio (TI-Press)

Capanne ticinesi nell’incertezza

Giro di orizzonte tra 3 rifugi (Tencia, Scaletta e Cristallina), tra rassegnazione e volontà di provarci

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Quest'estate le vacanze difficilmente ci porteranno all'estero e per alcuni sarà un'occasione per riscoprire le bellezze di casa nostra, magari in alta montagna. Dove però per le capanne ticinesi non sarà scontato garantire l'apertura.

Franco De Marchi da 30 anni lavora in capanna, è guardiano al Campo Tencia e quest’estate per la prima volta da tanto tempo potrebbe dover rinunciare: “Guardando la realtà, penso non sia possibile riaprire”. Il problema principale è quello di adattare la struttura ad eventuali restrizioni imposte dalle autorità: “Alla capanna Campo Tencia ci sono camere grandi da tante persone, in più non abbiamo la possibilità di cambiare e lavare le lenzuola tutti i giorni, vedo dunque difficili i pernottamenti.”

RG 08.00 del 22.04.2020 - Il servizio di Maria Jannuzzi sulla situzione delle capanne in Svizzera
RG 08.00 del 22.04.2020 - Il servizio di Maria Jannuzzi sulla situzione delle capanne in Svizzera
 

Altrove i grattacapi sono però anche e soprattutto di ordine economico, in particolare laddove il guardiano è tenuto a pagare un affitto, con la prospettiva di finire in rosso: “Se le condizioni non ci sono, io non apro nemmeno, poco ma sicuro” dice Emanuele Vellati, guardiano di una delle più importanti capanne ticinesi, la Cristallina. “Non si aprono strutture del genere a spese del guardiano che magari arriva in pari o addirittura in perdita. I 120 posti che abbiamo noi andrebbero ad esempio almeno dimezzati…e da tre persone che avrei assunto mi limiterei a una, gli altri resterebbero a piedi.”

Un’altra incognita, apertura permettendo, è la risposta della clientela: “Noi abbiamo fissato una data provvisoria per la fine di giugno, anche proprio per dare un segnale all’escursionista dicendogli ‘noi ci siamo’” spiega dal canto suo Ilaria Pagani, neo guardiana alla capanna Scaletta: “Abbiamo già diminuito i posti letto per garantire una distanza adeguata, non sarà certamente facile, anche pensando al servizio, ma la speranza è quella di riuscire ad aprire. Per me è il primo anno e non sarà di sicuro quello dei record, però non è neanche giusto lasciare cadere una stagione per queste difficoltà. Le difficoltà ci sono sempre, soprattutto nella ristorazione, quindi secondo me vale la pena tentare” conclude Pagani.

CSI-Maddalena/dielle
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