La capanna Michela Motterascio (tipress)

Capanne... a secco

Lanciata la stagione delle strutture ricettive alpine: manca acqua a causa di mesi di siccità, se non pioverà chiusure non escluse

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Il fine settimana di Pentecoste in Ticino coincide con l'inizio della stagione delle capanne alpine. Complice l'inverno mite, i sentieri sono già quasi tutti praticabili e sgomberi da neve. Proprio la scarsità delle precipitazioni degli scorsi mesi, tuttavia, rischia di creare problemi: l'acqua ad alta quota scarseggia, le sorgenti sono al minimo e Giovanni Galli presidente del CAS Ticino afferma che "la situazione non è al momento grave ma la portata è ridotta della metà e non ci lascia ben sperare per i mesi a venire".

Dopo due stagioni segnate dalla pandemia, non ci sono più limiti di capacità e anche le capanne UTOE hanno già parecchie riservazioni. Il 2 luglio sarà inoltre inaugurata la nuova struttura del Gesero alla Biscia. Le difficoltà di approvvigionamento idrico sono però analoghe: "Abbiamo già parlato con i guardiani", che sensibilizzeranno i clienti su un uso parsimonioso della risorsa, spiega Giorgio Riberi.

C'è il rischio che si arrivi addirittura a una chiusura? Sì, secondo Galli, per il quale "se non dovessero esserci precipitazioni importanti nelle prossime settimane, in agosto e in settembre saremo confrontati con problemi seri".

SEIDISERA/pon
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