Carnevali... in cerca di soluzioni

Niente cortei e serate in musica, solo gastronomia. E dunque c'è chi rinuncia a tutto, come Biasca e Tesserete. Ma c'è pure chi pensa a mantenere viva la tradizione

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Il 2021 ci riserverà un carnevale senza cortei e senza serate in musica. Ma ci saranno risottate ed eventi gastronomici, rispettando le disposizioni anti-coronavirus.

La prossima edizione del carnevale sarà quindi un qualcosa di nuovo, tutto da definire, forse un ritorno alla tradizione quando a farla da padrona erano le risottate con luganiga nelle piazze. La notizia arrivata ieri dal Governo era già nell'aria, ora ogni carnevale, sia quelli grandi che quelli di paese hanno tempo per organizzarsi.

"Il fatto di mantenere la parte gastronomica ci permette di tenere viva la tradizione", commenta Alessandro Gazzani, presidente di Nebiopoli a Chiasso.

Carristi, ma anche gruppi e società si riuniranno nelle prossime settimane per chinarsi sulla problematica e trovare soluzioni alternative, altri carnevali invece hanno già deciso di non fare nulla. "Abbiamo avuto grandi perdite lo scorso anno e quindi non possiamo permetterci di organizzare neanche una piccola manifestazione. Neanche una risottata", afferma Livio Mazzucchelli, presidente del carnevale di Tesserete.

Anche organizzare una risottata infatti non sarà semplicissimo: oltre alle direttive Covid, ossia clienti seduti, personale con la mascherina, disposizioni per il tracciamento, se si supereranno le mille persone bisognerà ottenere l'autorizzazione per i grandi eventi. E anche per questo Biasca come Tesserete rinuncia a tutto.

Altri carnevali più piccoli rinunceranno alle risottate nei capannoni per evitare costi di affitto ma, se sarà possibile, le organizzeranno in piazza.

Ognuno quindi dovrà chinarsi sulla situazione per trovare soluzioni idonee per rispettare le misure, garantire la sicurezza e limitare i costi.

Quot/joe.p.
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