Il cartello sui prezzi è andato avanti dal 2006 al 2018 (Ti-Press)

Cartello Volkswagen, poche possibilità di rimborso

I privati coinvolti dovrebbero agire singolarmente per le vie legali, ma i costi rischiano di superare il risarcimento

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Il cartello dei rivenditori Volkswagen in Ticino è stato multato dalla Commissione della concorrenza e il presidente dell'organo di controllo, Andreas Heinemann, ritiene che i clienti sono stati danneggiati. Per i privati sarà però difficile farsi rimborsare un eventuale danno subito.

In linea di principio, spiega Heinemann, è possibile chiedere il rimborso di quanto pagato in eccesso, ma la legge sui cartelli oggi non contempla il diritto di chiedere un risarcimento. "È una grossa lacuna, una revisione della legge è in corso, ma l'iter non è ancora concluso" sottolinea il presidente della COMCO.

La commissione consiglia di tentare di raggiungere un accordo direttamente con le aziende coinvolte nel cartello. AMAG ha però già fatto sapere che non ritiene di aver arrecato un danno ai suoi clienti.

Romain Riether, avvocato ginevrino che lavora per lo studio che ha aperto un contenzioso con AMAG e Volkswagen per la vicenda del Dieselgate, ritiene che lo strumento che permetterebbe ai consumatori di far valere i propri diritti è la legge sull'azione collettiva. La Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale recentemente ha richiesto ulteriori chiarimenti del testo di legge. Del tema si discuterà nuovamente al più presto nel 2023.

Aprire un contenzioso legale da soli, secondo Riether, è più una questione di principio. Se i danni subiti non sono enormi infatti anche in caso di vittoria i costi dell'azione legale rischiano di essere superiori al riscrimento.

FrCa/sf
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