Il processo si è aperto lo scorso mercoledì (TiPress)

Chieste pene più che dimezzate

Coppia del Bellinzonese sotto accusa per abusi sui figli: le istanze della difesa nel processo in corso a Lugano

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Non più di sei anni e sei mesi per il padre e una pena non oltre i sei anni di detenzione con l'attenuante del sincero pentimento per la madre. È quanto richiesto durante le arringhe difensive dai legali della coppia del Bellinzonese accusata di aver abusato innumerevoli volte per anni dei figli.

L'avvocato Maurizio Pagliuca, a tutela del marito, ha dapprima contestato l'accusa per il reato di coazione sessuale, poiché nella maggior parte degli episodi le vittime non partecipavano ai rapporti tra i genitori, ma vi assistevano, e perché nei confronti dei bambini non vi sarebbe stata violenza o minaccia.

Inoltre, ha ridotto i casi di abuso a una ventina, quelli documentati con foto e video. Il difensore si è poi opposto al reato di violenza carnale nei confronti della figlia, sempre negato dal 50enne del Bellinzonese e riferito a una decina di episodi avvenuti tra il 2013 e il 2015, quando la vittima era una ragazzina. Tutti gli abusi sarebbero dunque, secondo lui, riconducibili ai soli reati di atti sessuali con fanciulli e pornografia.

La legale della donna, l’avvocata Sandra Xavier, ha invece ripercorso la vita della 45enne, fatta di un’infanzia senza affetto e di un rapporto definito "simbiotico" con il marito, diventato "la sua guida". Inoltre, ha evidenziato il pentimento della donna, definito "sincero", e il fatto di aver ammesso quanto le viene imputato: ossia di avere, in correità con il marito, fatto partecipare i figli ai loro atti sessuali e di aver abusato di loro per più di 100 volte in 10 anni.

Durante l’udienza di mercoledì, l'accusa ha chiesto condanne a 15 anni di carcere per il padre e 14 anni e 6 mesi per la madre. La sentenza verrà emessa nel pomeriggio.

CSI/QUOT/AnP
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