Sette dipendenti hanno lasciato il lavoro in poco più di un anno (Ti-Press)

Clima teso alla Croce Rossa

Il 2019 per la sezione Sottoceneri non è stato un anno facile tra accuse di mobbing, licenziamenti ed esaurimenti

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Accuse di mobbing e molestie, poi cadute, dimissioni e licenziamenti. Il clima alla Croce Rossa, sezione Sottoceneri, non è dei più sereni, specie per quel che riguarda il settore che si occupa dei richiedenti l'asilo. Sono sette i dipendenti che in poco più di un anno hanno lasciato il lavoro per diversi motivi.

A dare il la alla questione, a inizio 2019, sono le dimissioni per esaurimento di un dirigente. In seguito inizia a farsi sentire il malcontento di alcuni dipendenti, che accusano di mobbing un responsabile di uno dei centri di richiedenti l'asilo. Il suo allontanamento precede di poco quello del responsabile della sicurezza. I due contestano il licenziamento e la procedura non è ancora conclusa.

A settembre rassegna poi le dimissioni l'allora co-direttore e a fine anno un dirigente viene accusato di molestie sessuali ai danni di richiedenti l'asilo minorenni. La vicenda finisce in nulla. Il presidente della sezione Sottoceneri Filippo Bolla ha confermato ai microfoni delle CSI che il 2019 è stato un anno difficile, pur non vedendo problemi particolari tra il personale: "Non vedo decine di scontenti, non sento un malcontento generale, ma ne parlerò con la direzione".

La sezione sottocenerina della Croce Rossa gestisce su mandato cantonale i centri per richiedenti l'asilo di Paradiso, Arbedo-Castione, Camorino e Cadro. Sulla vicenda è intervento quindi anche Renato Bernasconi, direttore della divisione dell'azione sociale delle famiglie del DSS: "Prestiamo particolare attenzione al fatto che ci sia una prestazione di qualità. Sul piano operativo non abbiamo rilevato particolari difficoltà nello svolgimento del mandato".

Malcontento in seno alla Croce Rossa

Malcontento in seno alla Croce Rossa

Il Quotidiano di mercoledì 20.05.2020

 
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