"Acquari" e mascherine in aula (RSI)

Congiunzioni bocciate

Il Gran Consiglio ticinese respinge per una manciata di voti la reintroduzione di questa possibilità per le elezioni comunali e cantonali

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La possibilità di congiungere le liste, data per le elezioni federali, non verrà reintrodotta anche per le comunali e cantonali ticinesi, a 18 anni dalla sua soppressione nel 2002.

Per una manciata di voti, il Gran Consiglio ha infatti bocciato la proposta lanciata da Piero Marchesi con un'iniziativa parlamentare del 2019 e contenuta nel rapporto di maggioranza redatto da Lara Filippini. Ha approvato invece il testo della minoranza commissionale, elaborato da Paolo Ortelli.

 

Erano favorevoli alla modifica della legge sui diritti politici Lega, UDC e PS, mentre si sono opposti in particolare PLR e PPD, che pure si erano alleati in occasione dell'ultimo appuntamento federale.

Sessione in mascherina

Il Gran Consiglio tornava oggi, lunedì, a Palazzo delle Orsoline, dopo tre sessioni extra muros al Palazzo dei Congressi di Lugano, che garantiva maggiori distanze fra i deputati. Fra le postazioni nell'aula del Parlamento sono state montate separazioni di plexiglas, "acquari" sono state definite le "gabbie" che proteggono ogni deputato e ministro, che però non risparmiano dall'obbligo di portare le mascherine durante l'intera seduta e di mantenere le distanze quando ci si alza dal posto. Il presidente Daniele Caverzasio qualche richiamo l'ha dovuto fare. Va ricordato in conclusione che la proposta dell'MPS di procedere a una discussione sulla situazione sul fronte del COVID-19 è stata respinta dal plenum.

Gran Consiglio protetto

Gran Consiglio protetto

Il Quotidiano di lunedì 19.10.2020

 
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