Il Quotidiano
di martedì 13.08.2019

Bloccati dalla frana sul passo della Novena

Il Quotidiano di martedì 13.08.2019

Dopo il maltempo

Ancora chiuse alcune strade, fra cui il Passo della Novena - Si fa la conta dei danni , a Robiei il record di pioggia- Le testimonianze

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Il giorno dopo l'ondata di maltempo che ha colpito anche il Ticino e i Grigioni, si fanno ancora i conti con le conseguenze. La maggior parte delle strade interrotte a causa di smottamenti o cadute di alberi è stata riaperta. Fanno eccezione, riporta ViaSuisse, la cantonale fra Curio e Bedigliora in Malcantone, quella fra Dandrio e Madra in Val Malvaglia, mentre dal tardo pomeriggio è di nuovo agibile la strada fra Cugnasco e i Monti Motti nel Locarnese. Secondo MeteoSvizzera, da domenica sera la quantità maggiore di pioggia è caduta su Robiei (141 litri al metro quadrato), seguono Biasca con 135 e Airolo con 133.

E oltre alle vie di comunicazione, ci sono anche privati che lamentano danni. "Verso le 17.00 ero sdraiata sul divano e ho sentito un gran botto", racconta Irma Pedrini di Bidogno, in Alta Capriasca. Essendo in stampelle, non ha potuto verificare subito, ma ha capito: un albero è finito sulla strada e sul tetto. Mercoledì mattina nuova sgradita sorpresa: acqua entrata dal camino è arrivata in salotto. In attesa del perito dell'assicurazione, resta la frustrazione, visto che la donna e il marito Michele hanno da poco finito di costruire l'abitazione e ci abitano solo da tre mesi. E ora c'è anche un po' di paura per la vicinanza del bosco, che non percepivano come una minaccia.

 

Se il Lucomagno è riaperto da lunedì mattina, il Ticino rimane isolato verso il Vallese, per una frana sull'altro versante della Novena, dove diversi metri cubi di roccia hanno ostruito la carreggiata. Una frana che Christian Longhi, di ritorno con quattro amici dalla gara Sierre-Zinal, ha visto domenica sera di persona e da vicino. Ha obbligato la comitiva a fare marcia indietro e scendendo dal passo una delle due vetture ha pure rotto la coppa dell'olio su un sasso. Dopo un'ora in attesa dei soccorsi, il gruppo ha dovuto ripiegare sul Furka, avvolto dalla nebbia.

Risvolti anche positivi per gli affari, invece, sul lato ticinese: "Malgrado tutta l'informazione che c'è al giorno d'oggi", dicono al ristorante all'Acqua, ultima fermata prima della barriera che blocca la salita, "in tanti si fermano e chiedono ragguagli" finendo spesso con il fermarsi a mangiare. La fine dello sgombero è prevista per giovedì, la riapertura potrebbe slittare se dovessero emergere danni al manto stradale.

CSI/Quot/pon
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