La scuola si fa da casa
La scuola si fa da casa (imago images/Christian Ohde)

E-scuola, avvio con problemi

La piattaforma internet Moodle in difficoltà a causa della quantità di accessi - Emanuele Berger: l’obiettivo è salvare l’anno scolastico

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La scuola ticinese, dopo una prima settimana di "rodaggio", sta affinando gli strumenti per l'insegnamento a distanza. La piattaforma internet per lo scambio Moodle, dedicata in particolar modo per le medie e le superiori, è stata messa a punto e lunedì ha fatto il suo debutto su larga scala. Per diverse migliaia di docenti e di studenti, nelle prossime settimane, con l'applicativo per le videoconferenze, sarà alla base del nuovo metodo di insegnamento e di apprendimento a distanza, imposto dall'emergenza Covid-19 che ha costretto a chiudere gli istituti.

CSI 18.00 del 24.03.20: il servizio di Giordano De Lucia
CSI 18.00 del 24.03.20: il servizio di Giordano De Lucia
 

L'esordio dell'e-learning, come confermato ai microfoni della RSI dal direttore delle scuole medie di Stabio Luca Filippini, è stato contraddistinto da alcuni problemi. “Il sistema si è un po' impallato perché 20'000 utenti, tra allievi e docenti, si sono collegati alla piattaforma. I docenti hanno lavorato un po' in emergenza. Per alcuni è stata una doccia fredda. Si sono trovati catapultati per forza verso questa piattaforma e l'impatto iniziale non è stato per tutti così facile", spiega. Quale sia la situazione lo si può capire anche scorrendo gli avvisi del Centro di risorse didattiche digitali diretto da Daniele Parenti. “Tutti noi, è inutile nasconderlo, non eravamo pronti a questa emergenza. Chiediamo pazienza e prevediamo che nei primi giorni anche le linee del servizio di assistenza tecnica che risponde allo 091 814 63 10 saranno intasatissime. Stiamo lavorando giorno per giorno per costruire questo sistema. Sono comunque contento di quanto stiamo facendo, perché manteniamo vivo il contatto tra scuola e famiglia, tra docenti e allievi, tra allievi e allievi".

La scuola a distanza

La scuola a distanza

Il Quotidiano di martedì 24.03.2020

 

Contatti che sono ripresi anche per risolvere problemi molti concreti, come la necessità di verificare che tutti gli studenti possano effettivamente beneficiare dell'insegnamento a distanza. "Siamo abbastanza contenti dell'evoluzione della questione, ma ci sono ancora famiglie che stanno arrivando a scuola per prendere in prestito un computer perché a casa non sono dotate di mezzi informatici", rileva Luca Filippini.

 

Tutti gli attori sono fiduciosi che entro breve le difficoltà iniziali saranno superate e che per la scuola ticinese si aprirà una nuova era. "Nel giro di due settimane probabilmente avremo fatto un balzo in avanti di anni", ha spiegato lunedì sera nel corso della trasmissione speciale dedicata alle varie conseguenze della pandemia il direttore della Divisione della scuola Emanuele Berger, certo che allievi e docenti stanno vivendo "un'esperienza che lascerà tantissimo sia dal punto di vista umano sia da quello della didattica".

"In questi giorni le nostre energie sono concentrate al 100% per dare un'esperienza di apprendimento importante a tutti, a cominciare dagli allievi attraverso delle piattaforme online e presto anche tramite delle videoconferenze che garantiranno il contatto che attualmente è quanto di più manca tanto ai docenti quanto agli allievi", ha affermato il direttore della Divisione scuola sottolineando che "già adesso le scuole stanno facendo molto in maniera molto spontanea e creativa, ma entro la prossima settimana riusciremo ad allineare tutta l'offerta, per dare il massimo a livello di apprendimento".

Avviato l'insegnamento a distanza, ora il problema principale riguarda capire cosa ne sarà di questo anno scolastico, interrotto bruscamente a causa delle misure che le autorità hanno dovuto adottare per ridurre il contagio. "Ci stiamo riflettendo, non solo in Ticino, ma a livello svizzero, e l'obiettivo di tutti è salvare l'anno scolastico - ha assicurato Emanuele Berger -. E questo in ogni caso; anche se è cambiato lo scenario che fino a pochi giorni fa era di rientrare a scuola dopo le vacanze di Pasqua. Presto dovremo arrivare a una soluzione. Per il post obbligatorio dovrà essere definita a livello nazionale ed è auspicabile che vi sia una armonizzazione anche per quanto riguarda l'obbligatorio. I direttori cantonali dell'educazione sono in contatto per trovare delle soluzioni, se possibile comuni".

CSI 18.00 del 24.03.20: il servizio di Flavio Maddalena
CSI 18.00 del 24.03.20: il servizio di Flavio Maddalena
 

L'incertezza di questo periodo è pesante per tutti, ma soprattutto per chi si preparava a finire l'anno scolastico per aprire una nuova pagina della propria vita. Tra di loro anche i molti allievi di quarta media che si apprestano a iniziare un apprendistato. Di solito queste, per chi non ha ancora firmato un contratto, erano le settimane dedicate agli stage in azienda. Quest'anno la maggior parte è stata cancellata. Le ditte sono chiuse e per molti ragazzi la ricerca si sta rivelando particolarmente difficile. Il cantone ha già invitato i datori di lavoro a non ridurre (e se possibile aumentare) l'offerta di posti di tirocinio e gli orientatori stanno seguendo i ragazzi incitandoli a non demordere.

Diem
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