È nell’ordine di 26 miliardi di franchi l’utile d’esercizio che la Banca nazionale (BNS) si attende per il 2025. È quanto emerge dai dati provvisori diffusi dallo stesso istituto d’emissione oggi, venerdì.
A questo risultato, come precisato in una nota, hanno soprattutto contribuito le disponibilità in oro, per le quali è emersa una plusvalenza di 36,3 miliardi di franchi. Perdite sono invece da ricondurre alle posizioni in valuta estera (circa 9 miliardi) e a quelle in franchi (0,9 miliardi).
Tornando all’utile complessivo, ne deriva che 4 miliardi di franchi saranno destinati a Confederazione e Cantoni. Ciò, in particolare, si tradurrà in una importante boccata d’ossigeno per le finanze cantonali del Ticino e per quelle dei Grigioni: in base a stime le casse ticinesi dovrebbero così beneficiare di circa 110 milioni, quelle retiche di circa 62.
L’ammontare viene distribuito ai sensi della convenzione tra il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ed è ripartito per un terzo alla Confederazione e per due terzi ai Cantoni. Dopo tali versamenti, precisa il comunicato della BNS, la riserva per future ripartizioni ammonterà a circa 22 miliardi di franchi.
Il rapporto dettagliato con i dati definitivi sarà pubblicato il 2 marzo prossimo 2026, mentre quello di gestione sarà disponibile il 17 marzo. Per il 2024, ricordiamo, la Banca nazionale aveva registrato un dato sull’utile di ben 80 miliardi di franchi.
RG 08.00 del 09.01.2026 - Marzio Minoli in studio con Giuseppe Bucci
RSI Info 09.01.2026, 08:41
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