La clinica Santa Chiara di Locarno (tipress)

"Ecco i pregi della nostra offerta"

L'offerta della Moncucco per la Santa Chiara era economicamente meno conveniente, ma aveva dei vantaggi, spiega Mauro Dell'Ambrogio

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Non sono stati i soldi a far pendere la bilancia dalla parte della Moncucco, scelta per rilevare la Clinica Santa Chiara di Locarno, i cui problemi finanziari erano stati acuiti dalla pandemia. "Il pregio della nostra offerta", spiega il presidente della struttura luganese, Mauro dell'Ambrogio, "da una parte era quello di salvare l'unica clinica privata somatica acuta del Sopraceneri, mantenendo quindi una possibilità di scelta per i pazienti e per i medici al di fuori del sistema pubblico".

Mauro Dell'Ambrogio
Mauro Dell'Ambrogio (tipress)

"Dall'altra la nostra clinica è di proprietà di fondazioni a scopo benefico, e quindi non c'è un investitore che mira al profitto, e ha un centro decisionale in Ticino, e questo sicuramente ha avuto certamente un influsso sulla credibilità a lunga termine".

La maggioranza degli azionisti, un gruppo di medici, ha scelto quindi chi dava maggiori garanzie di continuità, rinunciando a milioni di franchi. Stando a indiscrezioni di stampa, infatti, l'offerta della Moncucco si aggirava intorno ai quattro milioni e fra gli altri candidati all'acquisto c'era chi aveva offerto il doppio o più, come lo stesso Ente Ospedaliero Cantonale (circa 8 milioni) e il gruppo Swiss Medical Network, che gestisce la Sant'Anna a Sorengo e l'Ars Medica di Gravesano (10 milioni).

La decisione adottata venerdì sera dopo ore di discussione ha già avuto quale conseguenza le dimissioni della direttrice sanitaria, la dottoressa Daniela Soldati, che alla RSI le ha confermate ma non ha voluto commentare la scelta.

Dell'Ambrogio dovrà ora concentrarsi sulla transizione, una fase che - si augura - non dovrebbe durare più di qualche mese.

 
CSI/pon
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