Il medico cantonale Giorgio Merlani (Ti Press)

"Entro breve tutti vaccinati, guariti o morti"

Il medico cantonale Giorgio Merlani sull'evoluzione della situazione con la variante Omicron: "Sposo la frase del ministro della salute tedesco"

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In Ticino l'ondata di Omicron ha smesso di crescere, ma i contagi rimangono stabilmente sopra i 1'000 da settimane. A che punto siamo, dunque? La RSI ne ha parlato con il medico cantonale Giorgio Merlani.

Covid 19, raggiunto il picco dei contagi

Covid 19, raggiunto il picco dei contagi

Il Quotidiano di giovedì 20.01.2022

 

"Siamo una situazione stabile, ma stabile negli alti numeri. Nel senso che abbiamo avuto un'impennata rapidissima nei giorni attorno a Natale e lì siamo", dice Merlani.

La Gran Bretagna ha tolto praticamente tutte le restrizioni. La Spagna si prepara alla fase endemica e in Svizzera gli esperti non escludono che si sia superato il picco. Lei come la vede?

"Il picco si raggiunge quando ci sono una serie di dati che confermano la cosa. Quindi quando si smette di salire e si comincia a scendere. È pur vero che, osservando dati di Paesi che hanno cominciato un po' prima di noi, sembra che loro il picco lo abbiamo toccato, raggiunto e forse anche superato. È per questo che hanno deciso di cominciare ad allentare le misure. Secondo me la situazione è tale che deve essere tenuta strettamente ancora sotto sorveglianza. Quando sarà il momento di gioire potremo dire che è il momento di gioire. Adesso mi sembra un po' prematuro".

Cosa si può dire delle varianti in Ticino?

"La variante che circola adesso è praticamente tutta e solo Omicron. Quello che è difficile da stabilire, adesso, esattamente, è l'impatto in termini di gravità. Vediamo che anche le persone Omicron positive finiscono in ospedale. È pure vero che stiamo analizzando i dati e qualche indicatore verso il fatto che Delta fosse più grave lo abbiamo".

Omicron elude un pochettino i vaccini e magari anche le protezioni, come le mascherine. Quanto ne sappiamo da questo punto di vista?

"Tutti noi conosciamo qualcuno vaccinato con due dosi, magari anche col booster, che si è ammalato lo stesso. Sì, però, magari, con una sintomatologia poco diversa da quella del raffreddore stagionale. E vediamo che le persone che sono in ospedale con Omicron sono persone non vaccinate".

E il numero di morti ? Come lo si spiega?

"Si spiega in due sensi: da un lato i grossi numeri, un impatto, comunque, ce l'hanno e poi, tra l'altro, c'è anche l'aspetto che l'ondata di Delta era cominciata o stava cominciando, quindi buona parte dei morti che vediamo adesso sono comunque ancora la coda del picco di Delta che abbiamo avuto".

C'è un identikit della persona "tipo" che finisce in ospedale?

"C'è stato di nuovo un leggero cambiamento. Nella fase intermedia, con la vaccinazione, si è visto un andamento bifasico, dove c'erano persone più anziane, più vulnerabili, che finivano, malgrado la vaccinazione, in ospedale e c'era un picco (in mezzo) di persone, invece, più giovani, non vaccinate, che avevano anche decorsi gravi. Adesso si sta di nuovo spostando un pochettino verso le persone più anziane, vaccinate e non vaccinate".

Si è capito quali sono le vie di contagio?

"La contagiosità, la quantità di virus, la facilità con cui questo virus si attacca alle mucose e i tempi di incubazione, di trasmissione, sono talmente rapidi che si fatica a capire come ci si contagia e dove ci si contagia. Le misure che conosciamo abitualmente riescono forse ad aiutarci un pochettino, ma nemmeno le mascherine FFP2 impediranno il contagio".

Pensa quindi che verremo contagiati tutti, prima o poi?

"Io sposo sempre di più la dichiarazione che fece il ministro della Salute tedesco; entro primavera saremo tutti vaccinati, guariti o morti".

SEIDISERA
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