Nella notte tra lunedì e martedì, a Parigi, si è spenta dopo una lunga malattia Lili Hinstin, direttrice artistica del Locarno Film Festival nel 2019 e 2020.
A Locarno Lili Hinstin è stata una tempesta. Breve, potente, capace di lasciare un segno; una folata regionale arrivata dalla Francia dopo sei anni di roccia valdostana. Parigina, direttrice del giovane e intraprendente Festival di Belfort, raccolse il timone di uno dei festival più importanti al mondo da Carlo Chatrian, salpato per Berlino. Il carattere appuntito e la personalità ferma non la aiutarono a calarsi nel territorio, con cui il dialogo fu a tratti severo, sincopato, difficile da sintetizzare. Come il vento Lili Hinstin seppe scompigliare, scompaginare e muovere, costantemente in bilico tra l’opportunità del nuovo e il rischio dello strappo. A rimanere, sei anni dopo e per sempre — privilegio dell’arte — è sicuramente lo sguardo che portò e condivise con Locarno, quello sul cinema e sulla cultura, mai come in quei mesi capace di essere discussione e confronto.

Lili Hinstin in Piazza Grande, 2019
Il primo anno di Lili Hinstin a Locarno è il Pardo d’Onore al Papa del trash John Waters e gli oltre 9 mila spettatori di Once Upon a Time in… Hollywood, il primo e unico Premio all’Utopia a Enrico Ghezzi e il Pardo d’oro a Pedro Costa, la retrospettiva sul black cinema e dodici minuti di Yorgos Lanthimos Fuori Concorso. O ancora, memorabile, la chiacchierata tra Bong Joon-ho e Song Kang-ho. Poi, a proposito di tempeste, ecco l’edizione letteralmente spazzata e stravolta dalla pandemia; quella del 2020, che cancellò Locarno73 dall’annuario della storia della manifestazione, ma con cui il Festival decise di esserci comunque, per il cinema.
E che con lei, con la sua direzione e la sua visione al servizio degli autori e delle autrici, disegnò e mise in piedi un’edizione che sembrava impossibile, sicuramente inedita e (chiunque spera) irripetibile. Quella delle proiezioni contingentate e on demand, del concorso The Films After Tomorrow a sostegno delle idee e delle produzioni bloccate dal Covid e delle Secret Screening, proiezioni al buio per un pubblico chiamato a fidarsi proprio di quel suo sguardo.
I due anni di Lili Hinstin a Locarno sono stati Vitalina Varela e Hilary Swank, Maura Delpero e Catherine Breillat, Lucrecia Martel, Marí Alessandrini e Kelly Reichardt. Sono stati i due anni della seconda direttrice del Locarno Film Festival dopo Irene Bignardi. Sono stati due anni di cui per sempre, calato il vento, rimarrà il cinema. Quello osservato, scelto e condiviso da Lili Hinstin.

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Notiziario 31.03.2026, 15:00
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