In Ticino ha preso il via per la prima volta la somministrazione di eroina sotto controllo medico, una terapia a tutti gli effetti introdotta da Ingrado, centro di cura dell’alcolismo e altre dipendenze, all’inizio di marzo. Si tratta di una novità che, a livello ticinese, colma una lacuna rispetto ad altri cantoni, dove questo tipo di trattamento è attivo da anni.
In Svizzera, infatti, oggi sono poco più di una ventina i centri specializzati. Le origini di questo approccio risalgono agli anni Novanta, quando, anche in risposta alla scena aperta della droga, nel 1992 il Consiglio federale diede via libera a una fase di sperimentazione. Già nel 1993 iniziò a Zurigo la prima distribuzione controllata di eroina medica, la diacetilmorfina. A distanza di oltre tre decenni, anche il Ticino muove i primi passi in questa direzione.
Dal resto della Svizzera al Ticino
“Da Ingrado abbiamo fatto una richiesta a Berna e abbiamo ottenuto l’autorizzazione a iniziare con questo trattamento”, ha spiegato il dottor Alberto Moriggia, direttore sanitario del centro, a SEIDISERA. “La cosa nasce all’interno del nostro centro, con un’analisi dei bisogni e anche dal profilo etico e di diritti dei pazienti”.
Da circa un mese, la terapia viene somministrata a Viganello, negli spazi del centro specializzato nelle dipendenze. “Noi somministriamo la terapia per bocca. Di solito sono due prese al giorno”, ha continuato Moriggia. “Il fine della terapia basata su eroina è sostituire il consumo di sostanze che avviene all’esterno con un trattamento che permetta di evitare che la persona debba andare ad acquistare sostanze sul mercato illegale.”
Il programma è monitorato a livello cantonale, mentre le autorizzazioni – sia per il centro sia per i medici e i singoli pazienti – vengono rilasciate da Berna. Nel primo mese i beneficiari sono stati meno di dieci, ma il numero è destinato ad aumentare. L’obiettivo iniziale è includere tra dieci e quindici persone, anche se, come sottolinea il medico, è probabile che le richieste siano superiori, considerando che molti pazienti avrebbero potuto beneficiare di questa terapia già da anni.
Una terapia sotto controllo medico
Si tratta per lo più di consumatori di lunga data, spesso legati alla scena degli anni Novanta e oggi in età più avanzata. Il trattamento è coperto dalla cassa malati, ma l’accesso è regolato da criteri precisi: è necessario aver già seguito senza successo altri percorsi terapeutici, essere maggiorenni, avere una storia di consumo di almeno due anni e presentare problematiche legate all’uso di sostanze sul piano somatico, psicologico o sociale.
Rispetto ad altre terapie, come quella a base di metadone, questo approccio risulta più strutturato e include, oltre alla somministrazione del farmaco, anche un accompagnamento sociale e relazionale. Un modello che, pur in un contesto cambiato, continua a dimostrarsi efficace e che, secondo Moriggia, rimane fondamentale anche di fronte alla comparsa di nuove sostanze oppioidi sul mercato.








