Spedizionieri ticinesi sulle barricate per i controlli radiometrici sui camion in uscita
Spedizionieri ticinesi sulle barricate per i controlli radiometrici sui camion in uscita (Archivio Ti-Press)

Gli spedizionieri contro Roma

La decisione italiana di non riconoscere più i controlli radiometrici svizzeri suscita proteste e problemi

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L’Italia ha deciso, unilateralmente, di non riconoscere più la validità dei controlli radiometrici (per la radioattività di rottami, semilavorati metallici e derivati dalla lavorazione dei metalli) di parte elvetica per gli autotreni che attraversano il confine in uscita dalla Svizzera. La cosa, come rende noto lunedì il Giornale del Popolo, ha creato malcontento tra gli spedizionieri ticinesi, confrontati con una decisione di Roma che ha spiazzato tutti.

Fino all’agosto scorso e per anni la sorveglianza era affidata a professionisti specializzati riconosciuti dalla SUVA, ma le autorità italiane hanno di punto in bianco deciso di imporre una certificazione fatta in Italia e rilasciata solo da esperti italiani.

Gli spedizionieri hanno perciò chiesto a Berna d’intervenire, considerata la complessità del tema e, appunto, la decisione a senso unico di Roma, e già a fine settembre il consigliere nazionale Marco Romano ha depositato un’interrogazione. Il cambiamento infatti causa una perdita economica alle aziende che hanno formato esperti il cui operato ora non è più riconosciuto.

EnCa

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