In Svizzera 8 persone su 100 sono povere, mentre in Ticino la percentuale raddoppia arrivando al 16,5%. Lo mostrano i dati del 2024 pubblicati lunedì dall’Ufficio federale di statistica. A essere particolarmente colpite sono le famiglie monoparentali, una tipologia che in Ticino rappresenta un quinto delle famiglie.

I dati dell'Ufficio federale di statistica
A confermare le grandi difficoltà è Sandra Killer, presidente dell’Associazione ticinese famiglie monoparentali e ricostituite (ATFMR), che ai microfoni del Quotidiano indica: “Sono in media più di mille persone ogni anno che ci chiedono informazioni sui vari aspetti. E il tema finanziario tocca quasi il 40%”.
A mettere in difficoltà le famiglie monoparentali, spiega Killer, sono principalmente il reddito frammentato - diviso tra alimenti, aiuti sociali, e uno o più lavori a bassa percentuale - e il labirinto burocratico, che può portare a un ritardo negli aiuti.
Molte rinunce anche per i figli
Il risultato è che queste famiglie rimangono a lungo in condizione di povertà e i figli sono costretti a rinunce maggiori rispetto agli altri bambini. “Soprattutto per le famiglie sotto la soglia di povertà, ma anche appena al di sopra, andare in vacanza è qualcosa di impossibile, di troppo oneroso”, conferma Killer. Alcuni genitori riescono magari a contribuire per far andare i figli in colonia o in vacanza coi nonni, ma non riescono ad andare via insieme a loro, prosegue la presidente dell’ATFMR.
Ci sono poi le attività sportive, per molte delle quali serve dell’attrezzatura, oppure un eventuale apparecchio per i denti. Tutte spese che sommate diventano difficili, se non impossibili, da sostenere.
Ma anche le madri, evidenzia Killer, si impongono molte rinunce per favorire i figli. A cominciare, purtroppo, dalla salute.









