Gobbi e Bertoli a Palazzo delle Orsoline
Gobbi e Bertoli a Palazzo delle Orsoline (tipress)

Gobbi e Bertoli a confronto

Faccia a faccia (a distanza) sulla libera circolazione in votazione il 27 settembre

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Su una cosa sono d’accordo i consiglieri di Stato Manuele Bertoli e Norman Gobbi. Dovesse vincere l’iniziativa UDC per un’immigrazione moderata, questa volta andrebbe applicata “senza se e senza ma” (Gobbi) o comunque in “maniera chiara” (Bertoli). Sul resto i due rappresentanti del governo ticinese sono, come c’era da aspettarsi, in netto disaccordo.

Due sensibilità diverse in seno al Consiglio di Stato che, non a caso, sul tema in votazione il 27 settembre non ha preso posizione. Gobbi è per il Sì. Bertoli per il NO. Due visioni che poggiano su una diversa valutazione di quanto è successo negli ultimi 20 anni circa, da quando la libera circolazione è entrata in vigore.

Dal 2001 ad oggi il numero dei frontalieri è quasi raddoppiato ma, dice Bertoli, questo è avvenuto “in un cantone che ha avuto una grande crescita economica e ha visto aumentare il lavoro (..). Il problema è quello della qualità del lavoro (retribuzioni e condizioni di impiego) e non quello del numero perché noi siamo un cantone che ha molti più posti rispetto ai ticinesi in grado di occuparne”.

Per Gobbi invece i problemi sono evidenti. Per il ministro leghista quella che abbiamo vissuto è stata di fatto una “libera circolazione unidirezionale, dall’Italia verso la Svizzera. Pochi ticinesi sono andati in Italia a lavorare in posizioni dirigenziali e pochissimi imprenditori ticinesi hanno avuto accesso al mercato italiano se non superando ostacoli burocratici molto importanti”.

Volete sentire il resto? Ecco qui l’integrale del confronto andato in onda nelle Cronache della Svizzera italiana.

 

Giuseppe Bucci
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