Ticino e Grigioni

Guida senza patente e gare clandestine, condannati

Tre imputati 23enni giudicati colpevoli a Lugano per aver infranto diverse norme della circolazione

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Nella corsa clandestina un'auto riuscì a fermarsi, le altre due no. Una precipitò sul ponte sottostante, l’altra nel riale
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Guidano senza patente, condannati tre 23enni

Il Quotidiano 05.02.2026, 19:00

  • RSI
Di: Il Quotidiano - Michele Realini / M. Ang. 

Hanno più volte guidato veicoli senza patente e, in particolare, partecipato a gare clandestine con le proprie auto, rischiando la loro vita e quella dei passeggeri a bordo. Stiamo parlando di tre imputati 23enni condannati giovedì alle Correzionali di Lugano per aver infranto più norme della circolazione.

“Del mio predicozzo potete fare ciò che volete, l’importante è che abbiate imparato la lezione e che abbiate capito che questa non è una semplice bravata”. Il giudice Paolo Bordoli si è rivolto proprio così ai tre giovani, ricordando loro che, se sono ancora vivi, è per puro miracolo.

I tre, condannati a pene sospese tra i 13 e i 17 mesi, il 22 dicembre 2022 si trovavano nell’area vicina al piazzale di trasbordo delle FFS a Balerna. Motivo? Una gara, evidentemente non autorizzata, con le proprie auto. Quella sera l’asfalto era bagnato per via dell’umidità e del freddo. I tre si allineano, come se si trovassero su una riga di partenza e partono a razzo, raggiungendo velocità fino a 115 chilometri orari. L’auto di mezzo riesce a fermarsi 50 metri prima della fine del piazzale. Le altre due invece no. Una macchina precipita sul ponte sottostante, l’altra nel riale. Entrambi i guidatori riportano un politrauma. Rimane ferito anche un passeggero.

Le condanne hanno sostanzialmente confermato quanto proposto dalla procuratrice Anna Fumagalli, che li ha accusati pure di altri reati. Infatti due degli imputati, oltre ad aver guidato motociclette senza patente, in altre occasioni, sono stati trovati in possesso di immagini pedopornografiche. Fattispecie che si traduce nel divieto di avere contatti o attività lavorative con minorenni. Ognuno ha chiesto scusa per gli errori commessi dicendo: “Siamo persone più responsabili. Oggi tutto ciò non accadrà più”.

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