I barbari, buoni o cattivi?

Lo storico italiano Alessandro Barbero intervistato a Lugano, tra invasioni passate e immigrazione odierna

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Il ruolo che le invasioni barbariche ebbero nella crisi e caduta dell'Impero Romano d'Occidente. Questo il tema di cui ha parlato domenica, ospite dell'Endorfine Festival di Lugano, lo storico italiano Alessandro Barbero. Un tema apparentemente lontano da noi, ma invece di grande attualità in un periodo storico dove il dibattito sull'immigrazione è spesso aspro.

Professor Barbero, perché parlare oggi di invasione barbariche, un fenomeno di 2'000 anni fa?

“Perché noi storici ci occupiamo del passato anche alla luce delle preoccupazioni dell’oggi. Le invasioni barbariche sono uno straordinario esempio, nel bene e nel male, di cosa succede quando un mondo ricco e prospero accoglie immigrati e si vede bene la differenza tra accoglierli con successo integrandoli oppure non riuscirci rischiando conseguenze anche gravi.”

Nel nostro periodo storico, dove l’immigrazione è molto presente nel dibattito, qual è l’insegnamento che ci può dare la storia…insomma, questi barbari erano buoni o cattivi?

“Tutti gli esseri umani sono sia buoni che cattivi (ride, ndr)… l’importante è capire se si riesce a gestire un processo con successo, ed è possibile farlo e la storia romana è lì a dimostrarlo con Roma che per secoli ha assorbito e integrato immigrati; oppure quando la corruzione e la mancanza di idee della politica rendono difficile la gestione di questi flussi allora le conseguenze possono essere disastrose.”

E quindi l’insegnamento?

“Che è sbagliato pensare che l’immigrazione sia sempre disastrosa e rovinosa, così come lo è credere che l’immigrazione sia sempre una bella cosa che non crea problemi. Entrambe le posizioni sono antistoriche.”

 

Guarda l’intervista integrale di Jonas Marti.

TG/Red. MM
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