Il "Buon governo" nei comuni ticinesi

Avviato in Ticino un progetto pilota per dotare gli enti locali di strumenti di gestione al passo coi tempi, che possano rispondere meglio alle esigenze della popolazione

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I comuni di Faido e di Tresa fino al 2024 fungeranno da banco di prova per un progetto cantonale che prevede di ridefinire la metodologia e gli strumenti a disposizione degli enti locali per la gestione della cosa pubblica.

L'iniziativa riguardante la riforma del funzionamento, presentata oggi (martedì) a Bellinzona, è denominata "Buon governo" ed è il terzo pilastro della riforma dei comuni con le aggregazioni e la revisione dei compiti Ticino2020.

Gli obiettivi sono, da un lato, assicurare un'amministrazione al passo con i tempi per soddisfare nuove esigenze dei cittadini che sono invitati a partecipare al processo e, dall'altro, verificare la correttezza delle procedure per evitare, ad esempio, errori formali.

La parola d’ordine è quindi coinvolgere. Coinvolgere da subito il Consiglio comunale, l’amministrazione e i cittadini nelle scelte nelle scelte strategiche e nei progetti pratici per il futuro del comune.

“Si è intervenuti con le aggregazioni per dare una dimensione corretta e adeguata ai comuni; si stanno rivedendo i compiti e le competenze ma bisogna anche attuare delle visioni politiche, che in alcuni comuni aggregati per esempio ci sono ma non hanno una maggioranza consolidata: l’approccio partecipativo che si vuol dare con il tema del “Buon governo” serve anche a superare questi scogli che poi spesso si tramutano in ricorsi e referendum”, ha spiegato il direttore del Dipartimento delle istituzioni, il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Coinvolgere i cittadini ha però anche un altro scopo, spiega il capo della sezione enti locali Marzio Della Santa: “Quello della cittadinanza attiva è un elemento centrale, speriamo che coinvolgendo i cittadini e lo stesso Consiglio comunale, ci siano più consiglieri comunali disposti a rinnovare la loro disponibilità a restare nel Legislativo ma anche che cittadini dall’esterno, che capiscono che possono davvero dare un contributo, siano disposti a entrarvi”.

Gli strumenti che matureranno durante questa legislatura con il progetto pilota verranno poi inseriti nella futura revisione della legge che regola il funzionamento dei comuni.

L'intervista al sindaco di Faido

Uno dei comuni nei quali il progetto ha già fatto il primo passo è Faido. Abbiamo intervistato il sindaco, Corrado Nastasi:

ludoC/CSI-LB
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