Da lunedì ferme anche le gru
Da lunedì ferme anche le gru (TI-Press)

Il Ticino chiude

Le nuove misure del Governo: cantieri sbarrati e divieto di far la spesa per anziani e gruppi a rischio. Inoltre "confermato lo stop di tutte le attività commerciali e produttive private"

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Il Canton Ticino si ferma ancora un po’ di più, almeno per una settimana. Il Consiglio di Stato ticinese, durante la conferenza stampa di sabato e dopo la seduta straordinaria di venerdì, ha infatti decretato nuove ulteriori misure, tra cui spicca la cessazione di tutte le attività di cantiere, ad eccezione delle operazioni di messa in sicurezza, e un nuovo giro di vite per la fascia più a rischio, ovvero gli “over 65”. Le restrizioni saranno in vigore da domenica 22 marzo fino al 29 marzo.

Più in generale è "confermata la chiusura di tutte le attività commerciali e produttive private, compresi tutti gli esercizi della ristorazione, strutture che offrono servizi alle persone con contatto corporeo anche a domicilio e le strutture ricreative e per il tempo libero"

Per quanto riguarda l’attività nei cantieri il Governo ha inoltre spiegato che lo “Stato maggiore cantonale di condotta (SMCC) può concedere deroghe nel caso in cui esista un’evidente urgenza o preminente interesse pubblico.”

Sono inoltre proibiti gli assembramenti organizzati o spontanei con più di cinque persone. Le violazioni dei divieti possono essere punite con una multa disciplinare di fr.100.-.

Divieto di acquisti per gli anziani

Oltre al ribadito appello a tutta la popolazione a ridurre al minimo necessario gli spostamenti, le persone che hanno compiuto 65 anni, così come i gruppi definiti vulnerabili, vengono esortate a restare a casa, ad evitare di accudire minorenni e a farsi aiutare per gli acquisti da parenti o dagli appositi servizi comunali. In questo senso “è di conseguenza fatto loro esplicito divieto di recarsi personalmente a effettuare acquisti” recita il comunicato cantonale. Queste categorie di persone possono quindi uscire per motivi medici, per improrogabili motivi di lavoro nell’ambito di un'attività autorizzata e per svolgere attività motoria rispettando le norme igieniche accresciute e di distanza sociale. Possono inoltre utilizzare il trasporto pubblico solo per necessità mediche o professionali.

Il Cantone segnala anche che l’Amministrazione cantonale rimarrà chiusa fino al 27 marzo, “fatte salve le attività urgenti definite dal Consiglio di Stato”.

 

Nelle misure per regolare le attività economiche, in vigore da lunedì 23 marzo al 29 marzo, il Governo ha anche specificato i serivzi al pubblico che potranno restare aperti:

  • Servizi di distribuzione di cibo (compresa la consegna a domicilio), per i quali è però esclusa la possibilità di ingresso dei clienti nei locali; mense sociali senza scopo di lucro, mense negli ospedali e nelle case di cura, case anziani e scolastiche non aperte al pubblico; mense aziendali non aperte al pubblico; punti vendita di generi alimentari e di prima necessità; punti vendita di articoli medici e sanitari; farmacie e drogherie; chioschi; stazioni di servizio per l'approvvigionamento dei veicoli con carburante; banche; uffici e agenzie postali; funerali nella stretta cerchia familiare.  
  • Gli alberghi che dispongono di un'autorizzazione alla gerenza per un numero superiore a 50 persone, nonché i campeggi, possono continuare a esercitare solo per accogliere personale legato alle attività permesse e alla gestione dell'emergenza a patto di non accogliere contemporaneamente più di 50 persone (personale incluso), limitare l'eventuale servizio ristorazione all’interno della propria struttura ed esclusivamente per i propri ospiti e non aprire il bar e altri servizi quali aree fitness, spa, ecc.  

Il Governo ha pure stabilito che l'accesso agli uffici non è ammesso per il pubblico. Un'eventuale presenza in ufficio deve essere limitata. 

Cosa resta aperto

Nella comunicazione cantonale seguono poi le altre attività permesse e che possono rimanere aperte, in ogni caso rispettando le norme igieniche accresciute e di distanza sociale:

  • le strutture sanitarie, sociosanitarie, studi e strutture di professionisti della salute, i servizi di assistenza e cura a domicilio (SACD) che erogano prestazioni urgenti e necessarie come definito dal Medico cantonale e non procrastinabili a data successiva rispetto al divieto;
  • asili nido e servizi simili necessari;
  • servizi a sostegno della popolazione anziana o bisognosa, incluse le badanti;
  • attività del settore agricolo, di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;
  • attività del settore chimico-farmaceutico, medicale, alimentare o indispensabili per il settore sociosanitario;
  • attività necessarie all’informazione e alla diffusione di contenuti, compresa la stampa dei giornali;
  • attività industriali che non possono interrompere immediatamente tutte le attività, autorizzate a svolgere i lavori necessari ad arrestare le linee di produzione;
  • tutte le attività che possono essere svolte a domicilio in modalità remota;
  • disbrigo delle pratiche doganali, dei trasporti internazionali e dei trasporti indispensabili da parte delle case di spedizioni;
  • fornitura di beni e servizi a favore delle attività autorizzate;
  • trasporti connessi con le attività autorizzate e la consegna di pacchi;
  • interventi puntuali volti a risolvere guasti, rotture, interruzione di servizi, situazioni di pericolo o altre urgenze (possono essere svolti tramite un servizio di picchetto);
  • interventi volti a garantire l'igiene e la pulizia di luoghi pubblici o di spazi comuni;
  • attività private volte a garantire la sicurezza e l’ordine pubblico;

La polizia vigila

Il rispetto delle disposizioni sopraindicate sarà affidato alla polizia cantonale e a quelle comunali e, in caso di violazioni, “le autorità di perseguimento penale avvieranno immediatamente i procedimenti per accertare le potenziali violazioni del codice penale e/o di altre leggi speciali applicabili ai singoli casi” conclude la nota. 

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