Decine di migliaia i frontalieri giornalmente vanno e vengono dalla Lombardia
Decine di migliaia i frontalieri giornalmente vanno e vengono dalla Lombardia (archivio Ti-Press)

Il Ticino si prepara al decreto

Alla luce delle decisioni attuate dal Governo italiano, Esecutivo cantonale e aziende valutano le necessarie contromisure

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Il decreto firmato nella notte tra sabato e domenica dal premier italiano Giuseppe Conte tocca da vicino e in misura marcata anche il canton Ticino.

Il presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta ha sottolineato che da sabato sera “siamo in contatto con il Governo federale e in particolare con i consiglieri federali Cassis e Berset”. Il contatto, ha rimarcato Vitta, continuerà anche tutta la giornata “e ora che c’è l’ufficialità di questa decisione, per noi è importante avere informazioni sulla portata, sull’applicazione e (in particolare) su eventuali prese di posizione e comunicazioni a livello svizzero”.

 

Dal canto suo Stefano Modenini, direttore dell’AITI, sottolinea domenica alla RSI che il documento elaborato dal Governo di Roma permette gli spostamenti per “comprovate esigenze lavorative, ma cosa voglia dire non lo sappiamo ancora”. Modenini ricorda che “dalla Lombardia arrivano in Svizzera parecchie migliaia di persone, per cui bisogna capire se questo flusso quotidiano è ancora permesso oppure no”.

EnCa
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