Il Governo ticinese chiede lumi sulla fiscalità transfrontaliera
Il Governo ticinese chiede lumi sulla fiscalità transfrontaliera (©Ti-Press)

Il Ticino vuol dire la sua

Il Consiglio di Stato ha scritto a Berna per essere rappresentato nei negoziati con l'Italia

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Il Consiglio di Stato ticinese ha scritto giovedì al Segretario di Stato Jacques de Watteville, richiedendo concretamente la presenza di un rappresentante cantonale nel gruppo guida che dovrà definire il piano d'azione sancita dagli accordi di Milano del 23 febbraio scorso.

L’Esecutivo cantonale ha poi confermato che per poter far fronte al fenomeno del dumping salariale, “la piena imposizione in Italia dei lavoratori frontalieri dovrà avvenire dopo un periodo transitorio” adeguato, valutabile in cinque anni al massimo. Si è pure chiesto che nel nuovo accordo sui frontalieri sia inserito un articolo che preveda lo scambio di informazioni sui redditi conseguiti dai lavoratori indipendenti e dai lavoratori distaccati sul territorio di ciascuno Stato.

A Bellinzona però resta ancora qualche dubbio in merito all’applicazione del moltiplicatore comunale votato dal Parlamento, all’uscita dalle liste nere italiane e all’accesso al mercato italiano da parte degli istituti finanziari del cantone.

Red. MM/EnCa

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