Il burkini è considerato quasi sempre un costume da bagno qualunque
Il burkini è considerato quasi sempre un costume da bagno qualunque (reuters)

Il burkini è benvenuto o quasi

Libero accesso alle piscine di Locarno e Lugano alle donne che indossano questo costume ma non a Chiasso

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Il problema legato al burkini (la polemica sta infiammando la Francia, vedi correlati), in Ticino non si è ancora mostrato in misura marcata e nei tre casi registrati quest’estate, ai lidi di Locarno e Lugano due signore hanno potuto nuotare senza problemi, mentre solo a Chiasso si è preferito applicare il regolamento secondo il quale è vietato nuotare vestiti. A Locarno e a Lugano però, il burkini è accolto senza problemi, proprio perché di costume da bagno si tratta.

"Un costume da bagno come gli altri"

Christoph Pellandini, direttore operativo del lido locarnese precisa d’altronde che "il burkini è un costume da bagno come gli altri". In un frangente, precisa Pellandini, una signora voleva entrare vestita come quando è arrivata dal parcheggio e ovviamente è stata bloccata. Le è stato spiegato che con il burkini avrebbe avuto accesso alle piscine e gentilmente si è scusata, dicendo che sarebbe tornata con il costume”. D’altro canto, conclude il direttore del lido di Locarno, non è detto che una persona con il burkini sia meno pulita e quindi più dannosa per l’igiene comune rispetto a tante che indossano i costumi da bagno occidentali.

Profughi in piscina a Losone

In merito ai profughi del vicino centro di Losone, Pellandini spiega che nelle scorse settimane è stato organizzato un "tour" per mostrare a tanti giovani (madri e soprattutto bambini che non avevano mai visto una piscina) come funzionano queste strutture, svelando i vantaggi e rimarcandone i rischi. I ragazzini erano entusiasti nello scoprire per la prima volta le piscine e felici di potervi accedere. È stato un momento davvero emozionante, ha rimarcato il direttore del lido locarnese.

Burkini libero al Lido di Lugano

Al Lido di Lugano il capocentro degli Stabili balneari della Città di Lugano, Ferruccio Staub, osserva che durante quest’estate è capitato una volta di avere una cliente con il burkini e la signora ha avuto modo di liberamente entrare in piscina con il suo costume, senza problemi. Del resto, spiega Staub, "negli stabilimenti balneari luganesi è proibito entrare vestiti in acqua, con magliette o pantaloncini indossati fuori dalla struttura. Ma non c’è motivo di vietare un costume da bagno".

L'eccezione Chiasso

Solo a Chiasso il caposervizio Sport Loris Codoni ha spiegato che in un’occasione una signora con il costume arabo si è presentata alle piscine comunali, ma non le è stato permesso di entrare in acqua poiché il regolamento proibisce di nuotare vestiti e questo vale anche per chi vorrebbe nuotare indossando una banale maglietta a maniche corte.

A Carona e Bellinzona...

A Carona  "la circostanza non si è presentata, almeno negli ultimi vent’anni" da quando il responsabile delle piscine presenti nel nuovo quartiere luganese, Giuseppe Faccoli, è attivo nella struttura. Faccoli spiega che per "ovvi motivi di igiene" in piscina il regolamento impedisce di entrare nell'acqua vestiti, ma beninteso è permesso farlo indossando un costume da bagno, qualunque sia, o una moderna "muta" per nuotatori d’élite.

Alessandro Lava, direttore del Bagno Pubblico di Bellinzona ha spiegato dal canto suo che anche nella capitale cantonale finora non ci sono stati casi di signore con indosso il burkini. In sostanza "persone con questo costume non ne abbiamo avute, il regolamento non è stato modificato in proposito e in ogni caso, come accade ovunque, c'è il divieto assoluto di tuffarsi usando i vestiti indossati fuori dalla piscina" ma non costumi da bagno.

Enrico Campioni

Condividi