Il negozio era stato distrutto dalle fiamme il 12 febbraio (Rescue Media)

Il commerciante è reo confesso

L’amministratore della società del negozio incendiato in Via Nassa ha ammesso le sue responsabilità. L’assicurazione superava il milione

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

È reo confesso l’amministratore unico della società a cui faceva capo il negozio di Via Nassa distrutto da un incendio il 12 febbraio scorso. L’idea di truffare l’assicurazione fu sua. E fu sempre lui – si è appreso giovedì – a contattare il cittadino campano poi arrestato assieme a un 34enne e a una 47enne.

I due si conoscevano già (l’italiano lavorava a Lugano). Il commerciante gli chiese di disfarsi dei vestiti che si trovavano al “White”, lasciandogli decidere come. Il 43enne gli ventilò così, tra le altre, la possibilità di incendiare la merce. Cosa che fece ingaggiando a sua volta un connazionale: l’esecutore materiale, tuttora latitante.

Questi, armato di tanica e accendino, entrò dalla porta senza forzarla, prese un mucchio di abiti, li ammassò nel retro, li cosparse di carburante e appiccò le fiamme. Un colpo grosso. La somma coperta dalla polizza superava infatti – altra novità – il milione di franchi.

Non è dato sapere l’entità esatta del danno che l’amministratore, ora indagato a piede libero, quantificò all’assicurazione. Certo è che il suo non fu un gesto disperato, compiuto per salvare l’emporio dalla crisi. La società era sana.

L’inchiesta, coordinata dalla procuratrice Margherita Lanzillo, sta cercando di far luce anche su un paio di episodi precedenti. Da un lato l’incendio doloso che, nell’ottobre del 2014, divampò in un negozio di Mendrisio, al quale il commerciante si è detto estraneo. Dall’altro i danneggiamenti causati agli spazi che una boutique dell’azienda occupava mesi fa, sempre in Via Nassa.

Truffa all'assicurazione: le prime ammissioni

Truffa all'assicurazione: le prime ammissioni

Il Quotidiano di giovedì 01.04.2021

Francesco Lepori
Condividi