Un lavoro duro ma che regala grandi soddisfazioni (Ti-Press)

Il mondo delle cure a domicilio

Curare, ascoltare ed educare: reportage alla scoperta di chi si prende cura ogni giorno dei nostri anziani

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“Nella cura a domicilio sono le persone che ti aprono la porta, non sei tu ad aprirla come in ospedale, e per questo devi entrare in punta di piedi, pur non sapendo cosa troverai dall’altra parte”, spiega Giulia Crivelli, infermiera a domicilio presso l’Associazione cure a domicilio Mendrisiotto e Basso Ceresio (ACD). Indossa una felpa verde e porta sulle spalle un grande zaino pieno di guanti e strumenti medici e sul viso un grande sorriso.

Gli anziani

Vivono spesso una vita solitaria, molti anziani, magari chiusi tra le quattro mura di una casa al cui esterno c’è un mondo che non riconoscono più. “Ci sono utenti che aspettano proprio l’arrivo dell’infermiere a domicilio, con signore che addirittura si truccano solo perché arriviamo noi”, racconta Lorenzo Bernini, direttore sanitario della ACD.

Lo stesso Bernini poi aggiunge che “c’è un disagio diffuso nella popolazione anziana, sia economico che sociale, alcuni di loro hanno paura persino di andare all’ospedale, perché sanno quando entrano ma non sanno quando usciranno, forse anche settimane dopo”.

Sono molti quindi gli anziani soli, che non vedono i figli o i nipoti e che quindi hanno un contatto col mondo esterno solo attraverso gli infermieri. “Altri hanno delle reti famigliari forti, sorelle e figli: anche solo ricevere una chiamata e sentirsi chiedere “come stai?” è qualcosa che ti cambia la giornata”, racconta l’infermiera Giulia Crivelli.

Gli infermieri

Un lavoro duro e che richiede “grandi capacità di ascolto e di mediazione, tenendo in considerazione il fatto che tante volte ci sono anche situazioni esterne che non agevolano o agevolano il rapporto di fiducia tra utente e infermiere, come il rapporto con il medico curante e altri specialisti”, ci spiega Lorenzo Bernini.

Le difficoltà possono essere tante e molti si allontanano dalla professione di infermiere o di assistente di cura: molestie, frasi inappropriate, un sovraccarico emotivo, dei turni massacranti e un lavoro spesso non riconosciuto socialmente sono tutti fattori che concorrono alla crisi di personale che il mondo infermieristico della Svizzera italiana sta vivendo in questi ultimi anni.

Lorenzo Bernini però aggiunge quanto “la soddisfazione sia grande a fine giornata, perché si è assicurato il benessere degli anziani che abbiamo seguito”. Una frase questa che trova riscontro nel sorriso, sì stanco ma soddisfatto e felice, dell’infermiera Giulia Crivelli quando esce dalla casa di un utente.

SEIDISERA/Julian Michaels
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