Il direttore del DFE Christian Vitta (Tipress)

"Il preventivo contiene una grossa incognita"

Intervista al direttore del Dipartimento Finanze Economia Christian Vitta: "Se dovessero venir meno gli introiti della BNS il disavanzo sarebbe notevolmente peggiore"

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Il Preventivo 2023 è migliore rispetto agli ultimi due. Colpisce però sempre la differenza tra preventivo e consuntivo. Nel 2022 veniva previsto un disavanzo di 196 milioni che a pre-consuntivo diventano 64,7. Nel 2021 si prevedeva un disavanzo di 281 milioni e si è chiuso a -65. Quanto si può ancora fare affidamento su uno strumento di questo tipo?

“Viviamo in un periodo molto incerto, dove anche i preventivi sono difficili da elaborare. Basterebbe però andare indietro di un anno rispetto ai due anni citati nella domanda e troverà la situazione inversa. Prevedevamo infatti di chiudere in pareggio, poi a seguito della pandemia abbiamo chiuso con una pesante perdita. È quindi veramente difficile fare previsioni in questa fase di incertezza e questo preventivo contiene una grossa incognita: se dovessero venir meno gli introiti della Banca Nazionale Svizzera il disavanzo sarebbe notevolmente peggiore” . 

Avete considerato appunto 137 milioni di entrate dalla Banca nazionale. Ma la Banca nazionale ha già lasciato intendere che i cantoni dovranno aspettarsi poco o nulla l'anno prossimo. Questo cambierebbe completamente il Preventivo….

“Quello che succederà con la Banca nazionale lo sapremo solo a fine anno, pertanto oggi è difficile fare previsioni. Ciò detto la situazione attuale non è positiva e quindi bisogna essere coscienti di questa variabile, mentre negli ultimi anni è risultata positiva perché abbiamo sempre incassato un po’di più di quello che si prevedeva. Questo è un fattore di grande incertezza non solo per noi ma per tutti i cantoni e anche per la Confederazione”. 

Si prevede un aumento dei ricavi, di circa il 3%. Viene indicato che è dovuto in particolare all'aumento delle entrate fiscali. Significa che l'economia è andata meglio del previsto.

“L’economia ha tenuto bene in questo periodo pandemico. Meglio di quello che si poteva prevedere e questo sicuramente ci ha dato un po’ di respiro e si riflette anche in questa cifra. Adesso cominciano ad arrivare le prime previsioni, che invece cominciano a correggere in maniera negativa le previsioni future. La crisi a livello internazionale si fa sentire”.  

Il rischio, lo avete detto in conferenza stampa, riguarda soprattutto il 2024. Il cantone potrebbe essere costretto a dei tagli anche importanti. Dove? In che settore? Cosa vi aspettate?

È un esercizio che dovremo fare e che anche il nuovo Governo dovrà fare. I dati presentati oggi ci dicono che da sola la situazione non si riequilibra e quindi i dati del 2024 ci dicono che ulteriori misure dovranno essere intraprese e questo potrà avvenire in un contesto di stabilità oppure magari più negativo, qualora dovessero venir meno gli introiti della Banca Nazionale Svizzera. Poi bisogna sperare che il tutto volga al meglio a livello internazionale e che questo possa riflettersi  anche alle nostre latitudini. Il contesto attuale purtroppo non da segnali in questo senso”.

SEIDISERA/Red. MM
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