Immagine d'archivio (©Tipress)

In Ticino si origlia poco

Le autorità inquirenti usano sempre meno la sorveglianza telefonica

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Sorvegliare in modo retroattivo significa, per le autorità di perseguimento penale, sapere con chi ha telefonato una persona, dove si trovava e per quanto tempo. È lo strumento più utilizzato in Ticino (con 184 richieste nel 2019). Segue la sorveglianza in tempo reale, con 27 richieste nel 2019. Significa avere accesso in tempo reale, appunto (o con un leggero ritardo) ai dati della corrispondenza postale, delle mail o del traffico delle telecomunicazioni di una o più persone. Entrambi gli strumenti devono servire, lo dice la legge, per far luce su reati gravi. Quali, in Ticino?  “Al primo posto c'è la lotta al traffico di droga. Sono praticamente la metà dei casi”, spiega alla RSI Nils Güggi, portavoce del Servizio sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni. “Poi vengono i reati contro il patrimonio: furti, furti con scasso. Al terzo posto c'è la ricerca di persone scomparse. Essendo un cantone turistico, la sorveglianza delle telecomunicazioni in Ticino viene utilizzata molto, ad esempio, nella ricerca di escursionisti dispersi”.

Queste misure vengono richieste dalle autorità inquirenti. Il Ticino - dicono le statistiche - negli ultimi tempi le ha utilizzate sempre meno. C'è stata infatti una flessione, seppur leggera, delle domande negli ultimi 8 anni. Come si comporta rispetto ad altri cantoni? “Si può dire che il Canton Ticino non usa spesso questi sistemi di sorveglianza, è sotto la linea, diciamo così. – risponde Güggi - Lo quantificherei nel 2% delle misure che vengono ordinate a livello nazionale. Di solito i cantoni molto popolosi come Zurigo o quelli di frontiera usano più spesso questa misura”. Nel 2019 in totale in Svizzera si è fatto ricorso a questo strumento in 8'666 casi, meno del 2% dei reati totali.

Come si spiega questo scarso utilizzo? “Vanno sottolineati due aspetti: - replica Güggi - il primo è legato ai costi. Ogni singola misura di sorveglianza costa circa 2'000 a franchi. Il secondo aspetto è che questa misura richiede la messa in campo di notevoli risorse umane. Non stiamo infatti solo parlando di intercettazioni telefoniche, ma anche di comunicazioni via internet. In questo caso tutto è molto più complicato perché molti dati sono criptati”.

CSI del 31.07.20; Andrea Pagani al microfono di Francesca Calcagno
CSI del 31.07.20; Andrea Pagani al microfono di Francesca Calcagno
 

“Non posso confermare questa affermazione”, dichiara invece alla RSI il procuratore generale Andrea Pagani, che aggiunge: “Sotto il profilo delle risorse umane non è un problema, perché in polizia quando occorre ascoltare c’è sicuramente sufficiente personale per farlo. I costi sono solo parzialmente un motivo perché se è vero che costa parecchio mettere sotto inchiesta qualcuno – le tasse emesse da Berna, che vanno a carico del cantone, sono piuttosto elevate – noi non ci fermiamo davanti al problema dei costi quando la fattispecie necessita di un’intercettazione telefonica”.

C’è invece un aspetto tecnico, precisa Pagani: “Ultimamente con tutte le telefonate che passano non più sulla rete normale ma su internet abbiamo difficoltà a sentire cosa si stanno dicendo gli interlocutori”.

CSI/SP
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