Immagine d'archivio
Immagine d'archivio (©Tipress)

Incertezza e preoccupazione

Il Ticino accoglie con inquietudine la decisione della BNS di abbandonare il tasso fisso di cambio

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Incertezza e preoccupazione. Si potrebbero riassumere così, in estrema sintesi, le valutazioni espresse in Ticino a seguito della decisione della Banca nazionale svizzera di abolire il tasso di cambio minimo con l’Euro. “Questa decisione cambia le carte in tavola rispetto al rapporto congiunturale presentato mercoledì, perché diversi settori subiranno delle conseguenze immediate”, ha per esempio dichiarato alla RSI Luca Albertoni della Camera di commercio.

“Difficile sarà competere sui mercati esteri, per noi principali”, dichiara invece Elia Frapolli, direttore di Ticino turismo. “Pure sul mercato svizzero non sarà facile dal momento che il turista ha la possibilità di poter fare vacanze a prezzi più interessanti”.

Per l’industria orientata principalmente all’esportazione “è un disastro”, dichiara dal canto suo Franz Bernasconi, presidente della Precicast di Novazzano, azienda leader europea nel settore delle fusioni a cera persa. “Per noi vuol dire che i nostri concorrenti negli Stati Uniti e in Europa hanno una competitività dal 10 al 15% maggiore della nostra”.

Maggiori dettagli nel servizio in allegato

 

CSI/Red. MM./SP

Condividi