Il carcere penale cantonale La Stampa (tipress)

Invecchiare in prigione

In Svizzera i detenuti sono sempre più anziani e il Ticino non fa eccezione: il 10% ha più di 65 anni

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Cosa significa essere anziano, in carcere? C'è una sezione dedicata? Si lavora? Abbiamo cercato di rispondere a queste domande anche perché ieri martedì, a Lugano, è stato condannato per atti sessuali con fanciulli un uomo di quasi ottant'anni che dovrà scontare in carcere 8 anni. Non è certo il solo, nelle strutture carcerarie cantonali il 10% dei detenuti ha più di 65 anni. In totale sono 22.

In carcere non si va in pensione 

"Il nostro compito", spiega alla RSI il direttore delle strutture carcerarie cantonali Stefano Laffranchini, "è preservare le persone di una certa età dall'esuberanza dei più giovani". A loro è dedicato il pian terreno della sezione I della Stampa, è un piano di facile accesso, ci sono poche scale e strutture sanitarie per chi ha difficoltà motorie. Un modo anche per razionalizzare le risorse e permettere "una prossimità più capillare del sevizio medico senza uno sforzo eccessivo del personale carcerario".

L'intervista integrale a Stefano Laffranchini, di Francesca Calcagno
L'intervista integrale a Stefano Laffranchini, di Francesca Calcagno
 

Poi c'è il grande capitolo delle attività lavorative, perché in carcere non esiste età di pensionamento. Il codice penale prevede infatti che un detenuto lavori fino al termine della sua pena indipendentemente dalla sua età. "Cerchiamo di inserire le persone più anziane in laboratori non produttivi, quindi dove può gestire il suo tempo". Stefano Laffranchini ha precisato però che "non si assiste a un isolamento o auto isolamento dei detenuti anziani anche perché in alcuni gruppi di carcerati le persone anziani sono dei punti di riferimento e danno consigli agli altri detenuti".

La legge prevede però anche che se una persona soffre di problemi di salute gravi possa scontare la fine della sua pena in una casa per anziani. In Ticino è già successo almeno tre volte. È una decisione che prende il Giudice dei provvedimenti coercitivi e comunque si tratta di persone "per cui il rischio di recidiva è da escludere" proprio per la loro età e le condizioni di salute. 

Una sfida sempre più grande

Di invecchiamento della popolazione carceraria si è cominciato a parlare 3 anni fa, nel 2019 quando sono stati pubblicati i risultati di uno studio che i Cantoni hanno commissionato al Centro svizzero di competenza in materia d'esecuzione di sanzioni penali. Uno studio che ha pubblicato dei dati che dicono che in Svizzera almeno il 5% dei detenuti ha più di 60 anni e che questo numero è destinato a raddoppiare o addirittura triplicare entro il 2035. I motivi sono diversi: le pene comminate sono sempre più lunghe, crescono i numeri delle persone condannate all'internamento o a misure di lunga durata e poi l'invecchiamento della popolazione lo sappiamo è una tendenza generale. I Cantoni sono dunque coscienti della sfida che li attende anche perché le carceri sono stati pensate per persone giovani e quindi non sono più al passo con i tempi. 

Francesca Calcagno
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