Sotto la lente le residenze dei manager in Ticino (keystone)

Kering, non luogo a procedere

La segnalazione sulle residenze fittizie dei manager del gruppo in procura era arrivata dal deputato Matteo Pronzini. Arturo Garzoni: "Niente di penale"

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Non luogo a procedere in relazione alle presunte residenze fittizie dei manager del gruppo del lusso francese Kering (proprietario di Gucci e altri marchi) in Ticino. Lo rende noto giovedì il Ministero pubblico dopo che lo scorso mese di marzo era stata fatta una segnalazione in Procura dal deputato MPS Matteo Pronzini, che chiedeva di valutare eventuali risvolti penali sulla base di una serie di documenti raccolti da un consorzio di giornalisti. Lo stesso consorzio che ha svelato i vantaggi fiscali che Kering ha goduto in Ticino tra cui, sempre secondo i giornalisti, anche le residenze fittizie ottenute con informazioni e documenti falsi.

 

Risvolti appunto non riscontrati dal procuratore pubblico capo Arturo Garzoni, che mercoledì ha emanato il decreto escludendo in particolare il reato di inganno nei confronti dell’autorità. In questo caso infatti non è applicabile la Legge sugli stranieri, trattandosi di cittadini europei. A loro si applicano le disposizioni dell’Accordo di libera circolazione (ALC) e degli accordi bilaterali.

Un’eventuale "violazione di queste normative avrebbe, semmai, comportato una procedura contravvenzionale (multa), di competenza dell'autorità amministrativa (Cantone, ndr)" scrive il Ministero in una nota.

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CSi/dielle
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