I cinque promotori. Da sinistra: Boas Erez, Sophie Maffioli, Edo Carrasco, Damiano Merzari e Monique Bosco-von Allmen (RSI)

La Lugano aperta e i suoi amici

Cinque cittadini uniti dal sogno di una città capace di vivere e progettare il suo presente (e il suo futuro) praticando il dialogo e il confronto

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Un programma in quattro punti per una città - Lugano - che in molti amano, ma che, soprattutto in questi mesi di pandemia, sembra essersi fermata, quasi avvizzita. Ed ecco quindi affacciarsi all'orizzonte la "Lugano, città 'delle' culture"; la "Lugano abitabile"; la "Lugano che crea appartenenza" e la "Lugano da capire". A proporla cinque cittadini: due architette (Monique Bosco-von Allmen e Sophie Maffioli); un operatore culturale (Damiano Merzari); un imprenditore sociale ed esperto di politiche giovanili (Edo Carrasco) e un professore universitario (Boas Erez). Uno di loro - Edo Carrasco - non ne ha fatto mistero: l'idea di fare qualcosa per Lugano al di fuori delle logiche della contrapposizione, è nata la notte in cui il Centro sociale del Molino è stato abbattuto.

"Ho partecipato alle manifestazioni e ho condiviso l'indignazione, ma penso sia giunto il momento di entrare in una logica di transizione e costruzione", ha precisato. Nasce così l'idea di costruire una nuova Lugano, una Lugano "delle culture", ma anche una Lugano al passo con la transizione ecologica e digitale.

 

Una transizione possibile "se si avrà la volontà e il coraggio di pensare a nuovi insediamenti abitativi atti ad accogliere cittadini di diversa estrazione sociale e provenienza, ma anche luoghi di nuovi spazi di incontro e scambio di idee", come sostenuto da Monique Bosco-von Allmen. Una di queste idee sta proprio nella creazione di un'associazione in grado di raggruppare le diverse istanze di produzione culturale perché la cultura non è un monolite, ma un conglomerato. Obiettivo? "Creare un modus operandi per realizzare una città nella quale tutti stiano e vivano meglio ", precisa Boas Erez.

 

Parola d'ordine: dialogo. Lugano città aperta non ha bisogno di fronti opposti, ma di energie comuni da investire in un progetto condiviso. I promotori, proprio per raccogliere idee, critiche, impegno e proposte di altri cittadini hanno creato quest'indirizzo: per.lugano@gmail.com affinché ciascuno possa tornare ad essere artefice del proprio destino.

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m.c.
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