Al congresso degli svizzeri all'estero si parla anche di voto elettronico (Keystone)

La Quinta Svizzera chiede il voto elettronico

"Strumento fondamentale" per la partecipazione alla vita democratica - Da venerdì Lugano ospita il 98esimo congresso degli svizzeri all'estero

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Il voto elettronico è fondamentale per permettere ai cittadini svizzeri residenti all'estero di partecipare alla vita democratica del loro Paese di origine. È quanto sostiene Filippo Lombardi, presidente dell'Organizzazione degli svizzeri all'estero, in vista del 98esimo congresso della cosiddetta Quinta Svizzera che da venerdì avrà luogo a Lugano col titolo "Quali sfide per la nostra democrazia?".

La Quinta Svizzera è composta da quasi 800'000 persone che vivono soprattutto nei Paesi limitrofi. E una delle principali sfide che si trovano ad affrontare è proprio quella di riuscire a partecipare ai processi elettorali. "Col sistema per corrispondenza attuale - spiega Lombardi ai microfoni della RSI - troppi svizzeri all'estero ricevono il materiale di voto troppo tardi o quello che rispediscono arriva alle cancellerie comunali dopo la chiusura delle urne".

Al centro dell'attenzione c'è dunque il futuro del voto elettronico. Uno strumento che dal 2000 al 2015 era stato esteso di cantone in cantone. "Nel 2019 è poi arrivata la mazzata, quando la cancelleria federale ha trovato un errore nel sistema e ha deciso di proibirlo per questioni di sicurezza". Ora la Posta sta sviluppando un nuovo sistema che sarà testato alla fine del 2022. "E speriamo che tra il 2023 e il 2024 sarà progressivamente diffuso, in modo che per le elezioni federali del 2027 tutti possano votare in elettronico e già prima possano esprimersi per iniziative e referendum", sottolinea Lombardi.

Cittadini che partono e che poi tornano

Gli Svizzeri che vivono all'estero per poter votare devono chiedere attivamente di essere iscritti nel registro elettorale dell'ultimo Comune di residenza nella Confederazione. Il numero di chi compie questo passo è quasi triplicato dal 1990 e ora supera quota 200'000. Questo anche perché l'identikit di chi lascia il Paese è cambiato. "Non abbiamo più il modello tradizionale di chi parte per Argentina, Australia e California per non tornare mai più - spiega ancora Lombardi - oggi abbiamo 40'000 cittadini che lasciano la Svizzera e più di 30'000 che tornano. Si tratta di svizzeri che vanno e vengono, è quindi importante per loro e per la Svizzera che possano partecipare alla vita democratica anche quando sono fuori dal Paese".

La quinta Svizzera a congresso

La quinta Svizzera a congresso

Il Quotidiano di martedì 16.08.2022

 
SEIDISERA-Gilardoni/Pa.St.
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