La grappa verso il marchio DOP

Il Quotidiano di venerdì 19.11.2021

La grappa punta al DOP

Il "distillato di vinaccia", parte della tradizione ticinese, vuole salvaguardare la sua denominazione

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La grappa, parte della tradizione ticinese, vuole continuare ad utilizzare il suo nome e per farlo punta ad entrare in una cerchia molto ristretta: quella dei prodotti con il marchio DOP, riconosciuto a livello europeo. In Svizzera, al momento ci sono 23 prodotti registrati, uno solo in Ticino: il formaggio d'alpe. Forse, dunque, ce ne sarà uno in più.

"La denominazione 'grappa', che precisamente sarebbe 'distillato di vinaccia', è il nome comune italiano - spiega Andrea Conconi, direttore di TicinoWine, ai microfoni della RSI - e con gli accordi bilaterali questa denominazione è autorizzata nei cantoni italofoni, quindi Ticino e Grigioni". Ma se questi accordi dovessero saltare, chiameremmo la grappa 'distillato di vinacce'". Dal Ticino è partita quindi la richiesta per ottenere la denominazione di origine protetta a livello europeo.

"Oggi in Svizzera ci sono l'apricotine e il kirsch che sono già delle denominazioni di origine protetta a livello europeo", spiega Conconi. "Noi vogliamo che anche la grappa, legata quindi al nostro territorio, possa domani continuare ad avere questa denominazione quale presentazione di un prodotto puramente ticinese o grigionese". La procedura chiederà ancora un paio d'anni, alla fine dei quali, denominazione e disciplinare verranno messi nero su bianco. "Mettiamo per iscritto quello che oggi si fa già - precisa il direttore di TicinoWine - quindi non vedo nessuna obbiezione a questo progetto.

La DOP, una garanzia

"Più che un'opportunità, è vista come una continuità, è per il futuro", precisa Pierluigi Jelmini, distillatore professionista. Il settore in Ticino è dominato da produzioni familiari e personali, che avvengono in una sessantina di alambicchi consortili. Una decina i distillatori professionisti che vedono la DOP anche come una garanzia. "Il mercato della grappa ticinese è per la maggior parte oltre Gottardo. - continua Jelmini - L'iniziativa può essere un aiuto per mantenere questo mercato".

Con la robinia, tutto a chilometro zero

E per continuare a piacere, o piacere un po' di più, la regina dei distillati è anche protagonista del primo progetto che lega bosco e produzione agricola. Dopo la fase test di tre anni, arriva la grappa affinata in botti di robinia ticinese. I risultati sono incoraggianti. "Sono molto interessanti sia dal profilo della grappa, risultata apprezzata anche a livello nazionale, sia dal profilo tecnico", spiega Mark Bertogliati, dell'Istituto di ricerca WSL. "La fattibilità di utilizzare la robinia per la costrizione di botti è già conosciuta, ma è sempre importante verificarla a livello locale, coi mezzi che disponiamo". "Un ciclo chiuso - conclude Jelmini - vinacce prodotte qui, robinia prodotta qui... altro che chilometro zero".

QUOT/Bleff
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