La palestra dell'inventore

OpenLab: a casa lo sogni... da noi lo costruisci! - VIDEO

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Approda in Ticino, più precisamente a Lamone, il primo makerspace della Svizzera, un laboratorio dove ogni cliente può usufruire dei più svariati macchinari per realizzare i propri progetti. Al giovane fondatore Niklaus Stocker (Nik) - polimeccanico di formazione - l'idea di creare uno spazio simile è venuta osservando l'enorme successo che queste vere e proprie "palestre della creatività" - sì perché per accedervi si paga un abbonamento - riscuotono in America: "Sono sempre stato un inventore e fin da piccolo mi divertivo a costruire oggetti di ogni genere. Crescendo mi sono però imbattuto in alcuni problemi: mancava l'attrezzatura giusta, lo spazio a disposizione non era sufficiente e, non da ultimo, i soldi per riuscire ad ottenere entrambe le cose non erano mai abbastanza. Mi sono poi reso conto di non essere l'unico ad avere queste difficoltà e così, al ritorno di un mio viaggio americano, ho deciso di dare vita a OpenLab Group, inaugurato il 1. giugno di quest'anno”.

Nik all'interno della sua
Nik all'interno della sua "palestra" (OpenLab)

Un investimento iniziale cospicuo - L'allestimento di un corpo macchine così variegato ha richiesto un capitale di base sostanzioso, ma Nik spiega che gli aiuti non sono mancati: "Principalmente siamo autofinanziati però alcuni enti, come CP Start up e Fondazione Synergia, hanno creduto nel nostro progetto e ci hanno dato una mano". L'appoggio non è solo finanziario. Queste società, infatti, aiutano i fondatori anche nella gestione di alcuni aspetti amministrativi quali, ad esempio, la stesura del business plan. "In poche parole - precisa Nik - è grazie a questo supporto che la mia idea ha potuto concretizzarsi, diventando un'impresa". Per far conoscere l'attività Nik e i suoi collaboratori, per questioni di costi, si sono affidati ai social network, ma attualmente un team dell'USI sta sviluppando una strategia di marketing che permetterà di posizionare al meglio OpenLab. L'obiettivo finale del giovane imprenditore è quello di rendere l'industria accessibile a tutti.

Il laboratorio dei creativi
Il laboratorio dei creativi (newsdesk/pix)

La struttura - Lo spazio è suddiviso in 4 laboratori distinti (legno, metalli, tecnologie e una sorta di mini-officina) che i clienti possono frequentare stipulando un abbonamento giornaliero, mensile o annuale. Oltre alle aree occupate dai macchinari c'è anche un'aula in cui vengono svolti dei corsi teorici, come, ad esempio, la formazione base per il disegno 3D. A breve verranno organizzati anche dei corsi per ragazzi: "Saranno attività di bricolage in cui i più giovani potranno imparare a costruire un aereoplanino di legno o altri oggetti. La nostra intenzione è quella di far sì che i piccoli ospiti si appassionino all'artigianato divertendosi e dimenticando, almeno per un po', playstation e videogames", dice Nik. Importante è notare che, per usufruire dei servizi di OpenLab non è necessario avere conoscenze particolari. Il team è preparato per fornire assistenza tecnica anche a coloro che desiderano imparare. Volendo vi è anche la possibilità di farsi realizzare un progetto su commissione.

Fantasia è la parola d'ordine - Avendo un po' di creatività in un luogo simile si può produrre veramente di tutto. Tra i primi frequentatori c'è stata una studentessa che ha realizzato delle scatole porta CD in legno e un medico, stufo di stare tutti i giorni sui libri, che si è lanciato nella costruzione di un tavolo in legno massiccio. Non ci sono limiti, spiega Nik: "Un esempio? Con degli amici sto costruendo un aereo biposto con le ali in fibra di vetro".

L'industria come ha recepito l’iniziativa? - "È ancora presto per dire se falegnami, meccanici ecc. ci vedono come possibili concorrenti - sorride Nik -, ma sono convinto che si instaurerà un clima collaborativo. Penso, in particolare, al piccolo artigiano che per fare uno specifico lavoro potrà sfruttare i nostri macchinari per qualche ora, evitando di sostenere una grossa spesa per dotarsi lui stesso di tutto il necessario".

Camilla Luzzani

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