La scuola riprende in presenza

La mascherina non sarà obbligatoria in aula, neanche negli istituti post-obbligatori: così ha deciso il Consiglio di Stato ticinese

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Tre scenari erano stati preannunciati il 16 luglio per la ripresa delle lezioni nelle scuole ticinesi: quello della normalità, la versione ibrida a metà tempo e settimane alterne (variante di quella già sperimentata a conclusione dello scorso anno scolastico) e l'insegnamento interamente a distanza. Alla luce della situazione epidemiologica, la scelta del Consiglio di Stato è caduta sulla scuola in presenza come auspicato dal Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport: gli allievi del cantone saranno dunque normalmente in aula dal 31 agosto, ha annunciato il consigliere di Stato Manuele Bertoli. Non saranno tenuti inoltre a portare una mascherina. 

La mascherina nelle scuole
La mascherina nelle scuole (Keystone)

Indossarla sarà sconsigliato negli istituti comunali (quindi scuola dell'infanzia ed elementari), facoltativo alle medie e nel post-obbligatorio, dove però eccezioni sono possibili a dipendenza delle singole situazioni. Una scelta, quest'ultima, diversa da quella fatta da alcuni altri cantoni (ma non tutti), dove l'anno scolastico è cominciato oggi, lunedì, o lo farà fra una settimana. Quanto agli insegnanti, potranno coprirsi bocca e naso in classe (ma non saranno tenuti a farlo), mentre vigerà l'obbligo negli spazi comuni come l'aula docenti, i corridoi e gli ingressi. È proprio lì che sono avvenuti alcuni contagi in altri cantoni, ha illustrato Bertoli, dove è capitato che docenti portassero il COVID-19 in istituto.

Nella scuola dell'obbligo il rispetto della distanza sarà prescritto solo fra e con gli adulti e non fra i ragazzi. Un metro e mezzo per tutti, invece, nel post-obbligatorio, dove anche gli studenti sono considerati adulti.

 

Per materie particolari, come per esempio l'educazione fisica, si stanno ancora affinando i dettagli, ha spiegato Bertoli, per le mense sono previsti piani di protezione e le ricreazioni si faranno in una relativa normalità, cercando di evitare assembramenti di bambini. Benché sia stato scelto il primo scenario, il secondo e il terzo non sono accantonati.

L'evoluzione della situazione - se negativa - potrebbe portare ad adottare più avanti l'opzione ibrida - già pronta - o addirittura l'insegnamento a distanza, che sarà compiutamente elaborato entro fine mese.

 

 

I dati

I numeri dei contagi restano bassi - ha riassunto il medico cantonale Giorgio Merlani in apertura di conferenza stampa - il Ticino è da tempo sotto i 10 casi al giorno. Nel fine settimana i casi sono stati 4, nessuno dei quali nelle ultime 24 ore. Attualmente 13 persone si trovano in isolamento, dall'11 maggio (ripresa del contact tracing) sono 180. In quarantena ci sono invece 40 persone, dall'inizio della pandemia sono 1'026. Per quanto riguarda i ritorni dall'estero, sono 769 le persone annunciatesi dopo viaggi in paesi a rischio, 271 delle quali ancora in quarantena. Quasi la metà dei nuovi contagi arriva da oltre confine.

 
pon
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