Dopo IPUS a Chiasso, Unipolisi a Disentis (Tipress)

Lauree farlocche a processo

Si è aperto martedì a Lugano il processo ai due responsabili della IPUS, che proponevano lauree senza nessun valore reale. Entrambi negano gli addebiti

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Avevano incassato le rette per prestazioni mai fornite e con la promessa di una laurea che in realtà non aveva nessun valore. I due responsabili della IPUS a processo da martedì mattina alle Assise Criminali a Lugano sono accusati di aver raggirato centinaia di ragazzi, utilizzando le loro rette per scopi personali. La coppia avrebbe sottratto dalle casse della scuola quasi un milione di franchi in tre anni, secondo la procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti.

Il principale imputato si definisce però non colpevole. Una posizione che non è quindi cambiata, nemmeno in questa prima parte del dibattimento. Il 60enne italiano, ex direttore della IPUS, respinge la lunga serie di reati che gli viene contestata: si va dalla ripetuta truffa aggravata alla ripetuta amministrazione infedele qualificata. In aula, ha consegnato alla Corte un memoriale nel quale ribadisce la sua innocenza.

Non ha commesso nessun reato - sostiene - e se dopo il fallimento della IPUS si è spostato a Disentis dove ha iniziato a lavorare per un altro istituto, la Unipolisi, è stato solo - queste le sue parole in aula - perché si sentiva in colpa per gli studenti che non avevano potuto terminare il proprio percorso a Chiasso. Lo stesso vale per i soldi sottratti dalle casse della scuola, denaro che sarebbe stato utilizzato - sempre a suo dire - per tessere nuovi contatti e per far crescere l'istituto, ma mai per scopi personali.

Blocco di fogli alla mano, prende appunti, chiede e contesta, arrivando anche ad irritare a momenti il presidente della Corte, il giudice Marco Villa. E poi c'è lei, l'ex compagna dell'uomo, una 48enne che qualcosa invece ammette, in particolare la ripetuta cattiva gestione e la mancata tenuta della contabilità; giustificandosi con la semplice negligenza.

La vicenda giudiziaria - ha però ricordato agli imputati il giudice Villa - è racchiusa in 9 scatoloni, documenti che la Corte ha studiato, visto e rivisto.

Il processo proseguirà nel pomeriggio.

Ipus, direttore e segretaria a processo

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Il Quotidiano di martedì 30.10.2018

 
CSI/dielle
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