Le stelle svelate al LAC

La presentazione della Guida Michelin Svizzera 2020 si è tenuta sul Ceresio

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Al LAC di Lugano è stata presentata lunedì la Guida Michelin Svizzera 2020. Un evento enogastronomico di prestigio che ha visto riuniti quasi 500 tra esperti e operatori del settore, e ha tenuto con il fiato sospeso molti chef, perché si sono scoperte non solo le new entry, ma anche chi la stella (o le stelle) è riuscito a manternerla.

 

La nuova guida vede 122 locali stellati in tutta la Svizzera, con 6 nuovi ristoranti a due stelle e 12 con una. Il Ticino ha mantenuto i suoi cinque, mentre nei Grigioni due ristoranti hanno perso le loro stelle e altri quattro sono invece entranti nella guida, per un totale di 16 locali stellati. A sud delle Alpi, quindi, sono stati riconfermate le due stelle all'"Ecco" dell'Hotel Giardino di Ascona (chef: Rolf Fliegauf). Una stella resta poi a: "Locanda Barbarossa" dell'hotel Castello del Sole ad Ascona (chef: Mattias Roock), "La Brezza" dell'hotel Eden Rock (chef: Marco Campanella), "Locanda Orico" a Bellinzona (chef: Lorenzo Albrici), "Galleria Arté al Lago" del Grand hotel Villa Castagnola (chef: Frank Oerthle).

"Un sacco di gente nervosa", quindi, come ha confermato ai micr  ofoni della RSI Dany Stauffacher, coordinatore dell'evento luganese. Il lavoro degli esperti, sempre in viaggio in incognito, è molto selettivo e quindi è tutt'altro che scontato non solo ottenere una o più stelle, ma anche, e forse soprattutto, è arduo conservarle.

Aver organizzato in Ticino l'evento nazionale sembra davvero un buona operazione dal punto di vista promozionale. "La Città di Lugano e LuganoRegio hanno lavorato bene per più di un anno", prosegue Staffaucher "e devo fare i complimenti a entrambi perché c'erano altre città candidate a ospitare l'evento come Zurigo o Ginevra".

"Il Ticino è messo molto bene", prosegue Staffaucher, "non solo con le stelle. Il nostro livello qualitativo è molto alto perché abbiamo questa grande fortuna di essere a pochi passi dall'Italia, e ne sentiamo l'influenza sia a livello di prodotti che dei cuochi che vengono a lavorare da noi.

Evidentemente il turismo di qualità fa gola a tutti però il Ticino ha anche altre peculiarità, che sono uniche. "Anche a livello di ristoranti tipici come i grottini", sottolinea Alberto Trotta, direttore di Ticino Turismo, "una cosa tipicamente nostra. Posizionarci come una destinazione dove si mangia e si beve bene è comunque fondamentale per il turismo".

CSI/Bleff/sf
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