(Ti-Press/Francesca Agosta)

L'ex Macello non c'è più

Terminata a Lugano la demolizione di una parte della struttura - Karin Valenzano Rossi: "Avevamo dichiarato che non avremmo tollerato disordini"

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La demolizione di una parte dell'ex Macello comunale è terminata nella notte tra sabato e domenica. Le operazioni sono terminate intorno alle 4.30, concludendo una giornata cominciata con la protesta indetta dal centro sociale il Molino che aveva avuto luogo pacificamente in Piazza Riforma a Lugano nel pomeriggio. La parte non tutelata dell'ex complesso, come constatato anche dai tanti curiosi che hanno voluto vedere con i propri occhi quanto successo durante la notte, è stata rasa al suolo. L'area è stata sbarrata dalla polizia, ancora presente in forze.

 

Il lavoro delle ruspe è iniziato a serata inoltrata, dopo lo sgombero della decina di presenti nel centro autogestito avvenuto attorno alle 20.30, sotto gli occhi di circa 200 manifestanti. Nel frattempo, un centinaio di persone - in gran parte giovani - erano impegnati a manifestare a poco più di un chilometro da lì, davanti allo stabile che in passato ospitava l’Istituto Vanoni nel quartiere di Molino Nuovo. L'edificio, in disuso da tempo, era stato occupato da una parte dei presenti all'azione di protesta che avevano lasciato il salotto cittadino sfilando in corteo.

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Le ultime notizie della giornata

 

È stata proprio l'azione dimostrativa ad originare la risposta delle autorità comunali. La polizia (forze speciali della cantonale, agenti della comunale cittadina e di altri corpi ed alcuni poliziotti vodesi) è intervenuta in Via Simen e in Viale Cassarate dove ai presenti (tra cui anche alcuni bambini) sono state date alcune decine di minuti per lasciare lo stabile. Lo ha sottolineato la capo dicastero Sicurezza della città Karin Valenzano Rossi. "Avevamo dichiarato che non avremmo tollerato disordini - ha confermato alla RSI - ma dopo la manifestazione, che sembrava essersi svolta pacificamente, hanno occupato abusivamente una proprietà privata. Quindi, nell'ottica del mantenimento dell'ordine e della legalità le polizie sono intervenute".

 

Sono stati schierati circa 100 agenti in tenuta antisommossa. L’operazione si è conclusa poco prima dell'alba di domenica, dopo che le ruspe hanno lasciato la zona.

Una soluzione sul Piano della Stampa

Sono stati schierati circa 100 agenti in tenuta antisommossa
Sono stati schierati circa 100 agenti in tenuta antisommossa (TiPress)

Poco prima dell'occupazione dell'ex istituto Vanoni, il sindaco Marco Borradori in un'intervista aveva dichiarato che il Municipio aveva individuato "una possibilità di una sede alternativa". In diretta alla RSI aveva spiegato: "si trova nel territorio della città di Lugano, in un luogo un po' discosto ma servito dai mezzi pubblici", perlomeno "adeguato per avviare una discussione". Il dialogo - ha assicurato davanti all'Istituto Vanoni dove il suo arrivo è stato accompagnato dalle critiche, da alcuni insulti e dal lancio di alcuni oggetti - è sempre possibile. Ma solo se da parte degli autogestiti vi sarà il della controparte e della legalità. La soluzione individuata dal Municipio si troverebbe sul Piano della Stampa, in territorio di Lugano, sull'altro lato rispetto al bocciodromo.

Fine di una presenza che durava dal 2002

 

La demolizione ha segnato la fine della presenza del CSOA (il Centro sociale occupato autogestito) in Viale Cassarate iniziata il 18 dicembre 2002 quando il Molino si trasferì all'ex Macello dopo lo sgombero del Maglio a Canobbio dove era arrivato nel 1997, a seguito dell'incendio degli ex Molini di Viganello che erano stati occupati il 12 ottobre 1996. Erano i giorni in cui l'autogestione faceva discutere in tutto il Ticino. Sei giorni prima vi era stata l'occupazione di Casa Cinzia a Bellinzona, anche quella conclusasi con l'intervento della polizia e la demolizione dello stabile.

Chi plaude l'intervento e chi critica lo sgombero

Sgomberato l'ex Macello

Sgomberato l'ex Macello

TG di domenica 30.05.2021

 

L'evoluzione della situazione sul fronte dell'autogestione a Lugano e le decisioni delle autorità hanno provocato reazione contrastanti. La Lega sul Mattino della Domenica, con un articolo firmato dal municipale Lorenzo Quadri, plaudi alla fine dell'occupazione e garantisce che non vi è alcuna intenzione di mettere a disposizione un'altra sede. "Molinari via dall’ex Macello e via anche da Lugano!", scrive lanciando la palla nel campo dei comuni amministrati dalla sinistra. Il PS cittadino aveva reagito già sabato sera con un comunicato nel quale invitava al dialogo parlando di "un clima politico surreale che misconosce le realtà culturali alternative e calpesta il principio della proporzionalità delle azioni in questo ambito, al contrario di quanto avviene nelle città svizzere".

Molto critico l'MPS che, non crede che si sia trattato di una azione preparata da tempo, e in una nota parla di "bruttissimo segnale". Verdi, Forum Alternativo e associazione AIDA si sono detti esterrefatti "per la dimensione e la violenza dell’intervento repressivo" e sconcertati "per la sproporzione di mezzi e provvedimenti messa in campo dal Municipio", in particolare dalla demolizione dell'ex Macello che "concretizza la volontà di fare 'tabula rasa', di cancellare con le ruspe una presenza che di fatto è parte integrante della realtà urbana".

NOT/CSI/AnP/Diem
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