Immagine d'archivio (©Tipress)

Lidi, meglio del previsto

Affluenza e incassi nei principali bagni pubblici ticinesi sono andati bel oltre le aspettative, pesano però le mancate entrate dovute all'apertura ritardata

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È stata una stagione contraddistinta dalla distanza sociale e da un'accresciuta attenzione alle regole igieniche quella dei maggiori bagni pubblici ticinesi, ma a stupire sono stati soprattutto l'affluenza e gli incassi. Avendo potuto aprire solo a partire dal 6 giugno i dati sono molto meglio del previsto.

“È andata molto meglio del solito. O perlomeno meglio dell’anno scorso ”, dichiara alla RSI Christophe Pellandini direttore del Lido di Locarno: “In luglio e in agosto abbiamo avuto un 5% di aumento rispetto al 2019. Sono cifre importanti per noi, che rappresentano un terzo di tutti i nostri introiti annuali”.

Sono risultati che hanno permesso di ridurre i danni provocati dai mesi di lockdown in cui la struttura ha registrato un minore incasso di quasi 900 mila franchi. A Bellinzona, dove la stagione si è conclusa il 6 settembre, si è registrata una tendenza analoga.

“Abbiamo delle perdite finanziarie del 40%, perché abbiamo aperto un mese e mezzo dopo rispetto all’apertura normale” dichiara il direttore Andrea Laffranchini: “Questo vuol dire che abbiamo avuto in totale meno utenti rispetto agli anni precedenti. Se invece analizziamo unicamente i mesi in cui abbiamo aperto e li paragoniamo allo stesso periodo dell’anno precedente ci accorgiamo che abbiamo avuto esattamente lo stesso numero di utenti diviso però in un luglio meno positivo quest’anno e in un agosto più positivo rispetto al 2019”.

La stagione estiva è stata meglio del previsto anche per le strutture balneari di Lugano, che chiudono proprio oggi, domenica. La riapertura ritardata ha avuto solo ripercussioni leggere. “Ha funzionato veramente alla grande”, afferma il capo dicastero cultura sport ed eventi Roberto Badaracco: “ è stata – forse – una delle migliori stagioni degli ultimi anni. C’è sempre stata un’affluenza regolare, continua soprattutto durante i mesi di luglio e agosto, quando c’è stata una presenza molto alta di persone. Per esempio al Lido abbiamo registrato una presenza giornaliera di oltre 2'000 persone, calcolando che poi il limite era di 2'500. Tantissimi erano svizzero tedeschi, poi sono arrivati anche i romandi. È stata veramente una stagione incredibile”.

Diversa la situazione all'arena di Tesserete, dove all'inizio della stagione si era nel pieno dei lavori di ristrutturazione, interventi che, sommati alle incertezze della pandemia, hanno spinto il direttore Andrea Pellandini, a decidere di non aprire. “Nessuno poteva immaginarsi cosa sarebbe successo, se le restrizioni sarebbero state allentate o meno. - dichiara - La scelta è stata dettata da questo motivo e si  può dire che è stata quella giusta”. Per la struttura ha sicuramente significato meno entrate, ma anche spese di gestione inferiori.

CSI/Red.MM
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