(Getty Images)

Lupo o non lupo? Questo è il dilemma

Tra misure inapplicabili, eccessiva burocrazia e sensi di colpa, il lupo fa il lupo e preda. Abbattere o proteggere? Il dibattito a Modem

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Il lupo cattivo? “Forse abbiamo ancora un complesso di colpa, che ci viene dalla favola di Cappuccetto rosso. Il lupo non è cattivo, il lupo fa quello che deve fare”. Questa è la testimonianza di Vasco Gamboni, ex docente di storia e cacciatore, andata in onda questa mattina, 28 aprile, durante il dibattito di Modem, con ospiti Silvia Gandolla, biologa faunista, Gabriele Cozzi, responsabile del dossier presso l’ufficio caccia e pesca del Cantone Ticino e Fabio Regazzi, consigliere nazionale e presidente della Federazione cacciatori ticinesi.

In dieci anni, da 10 esemplari ad almeno 150

La popolazione dei lupi è aumentata negli ultimi dieci anni, grazie anche allo status di protezione assoluta che gode il predatore. In Svizzera, ad oggi, si contano 150 esemplari, sparsi su tutto il territorio nazionale, con una forte concentrazione nel Cantone Grigioni con otto branchi.

In Ticino sono presenti una decina di individui, in Valle Morobbia, Valle Onsernone, Valle Maggia e Valle di Blenio. Un attacco avvenuto a Novazzano il 13 aprile è sotto esame. Si tratta probabilmente di un caso isolato, a opera di un esemplare solitario. I lupi, infatti, prediligono le zone montane con una forte presenza di selvaggina, ma può accadere che un giovane lasci il branco e segua un percorso errato, come specificato da Gabriele Cozzi dell’ufficio caccia e pesca del Cantone Ticino. L’ultimo caso è avvenuto a Cerentino il 26 aprile, dove 17 capi sono stati predati con ogni probabilità da un lupo (gli esami del DNA sono ancora in corso); le carcasse degli animali sono state in seguito scaricate davanti a palazzo delle Orsoline dall’allevatore in segno di protesta.

Pecore sbranate in piazza

Pecore sbranate in piazza

Il Quotidiano di martedì 26.04.2022

 

Le misure preventive e la burocrazia dividono

Gli allevatori sono tenuti a proteggere il bestiame con la costruzione di recinti rafforzati ed elettrificati, e a dotarsi di cani specializzati. Silvia Gandolla, biologa faunista, tuttavia, sottolinea come l’implementazione di tutto ciò sia causa di forte stress e rilevanti oneri finanziari che gravano sulle spalle dei contadini di montagna. Il problema dell’attuazione è acuito dalla conformazione territoriale del Cantone Ticino, con il 70% degli alpeggi inadatto alla costruzione delle recinzioni, come descritto da uno studio di Agridea.

Una soluzione però non sembra essere vicina e il processo burocratico, che porta alla decisione di abbattimento di un lupo, è farcito di studi, dossier e passaggi di consegna tra uffici. Tutto questo rallenta un processo di controllo della popolazione dei lupi che, secondo Fabio Regazzi, sta sfuggendo di mano.

Lupo o non lupo? Questo è il dilemma che infiamma il dibatto e continuerà ad infiammarlo ancora a lungo, perlomeno fino a quando la politica non farà il suo corso o il lupo non smetterà di fare il lupo.

Ordinanza modificata

il lupo deve essere abbattuto se sbrana 10 capre o pecore e non più 15 come in precedenza, a condizione che i capi siano stati protetti in modo adeguato dagli allevatori.

JKM/Modem
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