"Una Commissione parlamentare d’inchiesta alfine d’accertare i fatti e chiarire le responsabilità politiche di quanto successo e proporre i necessari correttivi legislativi" (TI-Press)

Macello, l’MPS chiede una CPI

Per il gruppo parlamentare con POP e Indipendenti quanto successo a Lugano “solleva importanti e gravi interrogativi”

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Una commissione parlamentare d’inchiesta per far luce su quanto accaduto nel weekend a Lugano. Il riferimento è scontato: lo sgombero e la demolizione del centro autogestito CSOA all’Ex Macello. Il mittente della raccomandata: il gruppo Movimento per il socialismo-POP-Indipendenti. Il motivo, riassunto: quanto messo in atto a Lugano da settori degli apparati statali (comunali, rispettivamente cantonali) e di polizia solleva importanti e gravi interrogativi.

La lettera, firmata per il gruppo da Simona Arigoni, Angelica Lepori e Matteo Pronzini, afferma che “per diverse ore, il famigerato stato di diritto è stato sospeso lasciando mano libera alla polizia cantonale per procedere ad una montagna di infrazioni a diverse leggi culminate con la demolizione nottetempo del Macello, sede del Centro Sociale Il Molino”.

Gli scriventi rilevano inoltre tra i diversi poteri esecutivi della città e del Cantone uno scaricabarile sulle responsabilità politiche dell’accaduto.

“Il Legislativo cantonale non può rimanere spettatore di questa penosa e grave pagina autoritaria. Deve, sulla base delle sue competenze e del suo ruolo, istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta alfine d’accertare i fatti e chiarire le responsabilità politiche di quanto successo e proporre i necessari correttivi legislativi affinché tali situazioni non possano più ripetersi” conclude la nota.

 

 

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