Vigili del fuoco a Düsseldorf
Vigili del fuoco a Düsseldorf (Sascha Steinbach /EPA)

Maltempo, ore decisive

Almeno 141 morti in Germania. Dispersi, corsa contro il tempo: i panzer per liberare le strade. Svizzera con il fiato sospeso - La testimonianza

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La furia delle alluvioni che hanno colpito la Germania e il Belgio sta restituendo immagini devastanti. L'acqua alta poco a poco cala, e col passare delle ore si scoprono nuovi morti. Per i soccorritori, nelle zone alluvionate del centroeuropa, l'estenuante corsa contro il tempo per salvare i dispersi non è ancora finita.

Il bilancio del disastro in Germania è drammatico, innanzitutto in termini di vite umane: almeno 141 vittime e un migliaio di feriti (ascolta, in fondo all'articolo, la testimonianza di un espatriato ticinese ai microfoni della RSI) .

Anche in Belgio ci sono 27 decessi e 103 persone di cui non si hanno notizie dopo la catastrofe provocata dalla pioggia. Bollettini in continuo aggiornamento: questi numeri, si avverte, saliranno ancora. Sconcerto e solidarietà sono stati espressi anche dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dopo un sopralluogo nelle cittadine più colpite.  

 

La situazione resta critica anche nei Paesi Bassi, dove i nubifragi non hanno provocato vittime, ma ingenti danni e grossi disagi.

In Svizzera non ci sono state vittime, ma l'allerta resta alta, soprattutto intorno al lago di Neuchâtel che già venerdì aveva raggiunto livelli record e che sabato ha dovuto fare i conti anche con il forte vento. Al contrario di altri bacini, qui l'acqua continua a salire: una situazione che non si vedeva da diversi anni. Varie zone sono inondate, 600 gli edifici interessati. I camping nella zona nord-ovest, a Coudrefin, sono stati evacuati, mentre resta critica la  condizione di un camping a Yverdon Les-Bains, dove l'elettricità è parzialmente interrotta.

Resta seria la situazione nelle zone della Svizzera centrale colpite dalle inondazioni. Il livello di alcuni laghi e fiumi cala, mentre in altre regioni non è ancora stato raggiunto il picco. A Neuchâtel e Morat i tecnici hanno regolato i deflussi per contenere la crescita delle acque e le autorità raccomandano ovunque massima prudenza.

 

Il maltempo sta interessando in queste ore anche alcune zone dell'Italia. Nubifragi e trombe d'aria hanno colpito in particolare la costa Adriatica e il Gargano. In provincia di Ancona il vento ha scaraventato lettini e ombrelloni sulla linea ferroviaria. A Bari le forti piogge hanno allagato strade, negozi e abitazioni. Nelle prossime ore sono attesi nuovi, violenti temporali. Per domenica è stata decretata l'allerta arancione in alcune zone della Sicilia, e gialla per Marche, Umbria, parte della Romagna e per tutte le regioni meridionali.

Il presidente tedesco Steinmeier: "Il vostro destino ci strappa il cuore"

La cancelliera tedesca Angela Merkel si recherà domenica nelle regioni devastate dalle alluvioni. Stava compiendo negli Stati Uniti la sua ultima visita in veste di cancelliera quando si è scatenata quella che in molti hanno definito la catastrofe del secolo in Germania.

Un carro armato cerca di liberare le strade di Aquisgrana dai detriti delle esondazioni
Un carro armato cerca di liberare le strade di Aquisgrana dai detriti delle esondazioni (Dagmar Roeger /dpa)

Nel paesaggio devastato dalla forza inarrestabile di acqua e fango, i danni materiali, per ora inestimabili, sono enormi. Case, negozi, auto distrutte, e intere comunità scioccate. "Il vostro destino ci strappa il cuore dal petto", ha detto il presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier. I forti temporali dei giorni scorsi hanno continuato a provocare danni e paura anche nella notte, quando ha ceduto l'argine del fiume Rur, e nella città di Wassenberg (del distretto di Heinsberg) sono state evacuate 700 persone, in via precauzionale.

Nei prossimi giorni "non sono previste invece precipitazioni in grado di dare un effetto" al flusso di acqua ancora in movimento, e questa è una buona notizia, nel Paese che tiene d'occhio il livello del Reno, che nella zona di Colonia ha raggiunto gli 8,06 metri di altezza. Il bollettino più grave arriva dalla Renania-Platinato, dove sono morte almeno 98 persone e si contano per ora 670 feriti, stando ai dati diffusi dalla polizia di Coblenza. Il ministero dell'Interno del Nordereno-Vestfalia ha segnalato 43 vittime e 362 feriti.

La testimonianza di un espatriato ticinese: "I fiumi hanno divorato il territorio" 

Francesco Knechtli, nato e cresciuto nel Locarnese, vive in Germania da 15 anni. La RSI lo ha raggiunto in mattinata, dopo un viaggio in treno non privo per lui di incognite, a Limborg, fuori dalla zona dell'emergenza. Ha avuto fortuna, dice: molti collegamenti e tracciati erano del tutto bloccati. Fisico di professione, abita a Wuppertal, nel Nord Reno Westfalia, uno dei land tedeschi colpiti dai nubifragi, che hanno messo in ginocchio molti villaggi nella Renania-Palatinato provocando morti e dispersi. "Sul fondo valle, dove scorre il fiume, ci sono state inondazioni. E poi ci sono laghi che sono esondati e nuclei storici che sono stati completamente inondati... Molte regioni sono state colpite in modo drammatico, ci sono già più di 100 morti". "Ho visto l'autostrada A1 bloccata all'incrocio di Colonia, era piena di fango. Ovunque si vedono fiumi ingrossati a dismisura che hanno mangiato il territorio, creato crateri e causato morti". "A sud di Colonia non ci si arriva, perché le strade sono interrotte ed è pericoloso. È difficile anche aiutare".

ATS/M. Ang.
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