Obiettivo: arginare il contagio (ansa)

"Nessuna misura alla frontiera"

Coronavirus: parla il capo divisione malattie trasmissibili all'Ufficio federale della sanità pubblica - "In Italia la situazione è sotto controllo"

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I casi di contagio da coronavirus sono aumentati nelle ultime 24 ore in Italia. L’Ufficio federale della sanità pubblica venerdì aveva affermato di non prevedere alcuna misura particolare, ma con l’estensione dell’epidemia è cambiato qualcosa? Le considerazioni di Daniel Koch, capo divisione malattie trasmissibili all'Ufficio federale della sanità pubblica.

"Dalle autorità italiane abbiamo ricevuto notizia di 41 casi, di cui 30 in Lombardia a cui si aggiungono i due decessi: per noi non cambia nulla. L'Italia fa quello che si fa in tutta Europa: ossia fermare la catena delle infezioni. Si cercano le persone colpite, e quelle con cui sono state in contatto, e le si mettono in quarantena. Dal nostro punto non cambia nulla: le autorità italiane non ci hanno comunicato che vi siano stati contatti con persone che vivono in Svizzera, altrimenti li avremmo contattati immediatamente e li avremmo messi in quarantena. Fino ad oggi questa strategia ha funzionato, come si è dimostrato in Germania e in Francia."

I casi in Germania e Francia erano però sensibilmente meno che in Lombardia: 12 in Francia con un morto e 16 in Germania. Qui ne abbiamo 30, e poco distanti dalla frontiera svizzera...

"È vero, ma non vuol dire che la strategia non funzionerà. È troppo presto per dire che si è in ritardo. Se nei prossimi giorni dovessimo assistere ad una propagazione maggiore, allora si dovrà veramente cambiare strategia".

Abbiamo circa 68'000 frontalieri che ogni giorno entrano dalla Lombardia per lavorare nelle aziende ticinesi. A queste società - dove immaginiamo possano sorgere delle preoccupazioni - l'autorità svizzera, in particolare l'Ufficio federale della sanità pubblica, che lei rappresenta, cosa dice?

"Di lavorare normalmente come in qualsiasi altro giorno perché in questo momento le autorità italiane hanno veramente introdotto le misure corrette, anche quelle più drastiche. Non bisogna assolutamente pensare che arrivi un'ondata infettiva. In Italia la situazione è sotto controllo. È troppo presto oggi per adottare misure, per esempio, alla frontiera o in Svizzera. Non porterebbero a niente".

 
CSI/AlesS
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