(TG/Fonte dati: Clinica Moncucco)

Ospedali: lo scenario del Ticino

Un modello della Clinica Moncucco prevede l'occupazione di oltre 60 posti in cure intense già il 22 novembre

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I pazienti ricoverati in cure intense in Ticino potrebbero essere più di 60 già entro il 22 novembre, riempiendo così quasi tutti i posti letto a disposizione. È quanto evidenzia un modello matematico elaborato dalla Clinica Luganese Moncucco, che rappresenta uno degli scenari più ottimistici. "Oggi la situazione è tranquilla, ma se guardiamo le previsioni siamo preoccupati. Potremmo tornare alla situazione di marzo, o addirittura peggio", ha detto Chrisian Camponovo, direttore della clinica, commentando il grafico durante il Telegiornale, e ricordando che durante la prima ondata, si erano avute 71 ospedalizzazioni in un solo giorno nel cantone. Se le misure igieniche e di distanziamento sociale non dovessero essere rispettate, lo scenario potrebbe essere peggiore di quello descritto nel grafico, sottolineano gli esperti.

 

Per quanto riguarda i posti in terapia intensiva, il picco è stato raggiunto il 1° aprile, quando i posti letto occupati contemporaneamente erano 76, prima di iniziare lentamente a scendere. Oggi, la disponibilità "base" è di 61 posti, che possono essere aumentati. Numeri che oggi sembrano ancora lontani (sono cinque le persone ricoverate in cure intense, dopo due dimissioni, mentre le persone ospedalizzate per Covid-19 nel complesso sono 58), ma che secondo gli esperti potrebbero crescere in fretta.

Se i numeri saliranno, come dicono le previsioni, fino a saturare la disponibilità attuale, "siamo pronti a fare il balzo successivo aprendo altri blocchi di sei o sette letti, sia alla Carità di Locarno che alla Clinica Moncucco", ha spiegato il responsabile delle cure intense dell’EOC, Paolo Merlani. Il limite massimo è circa di un centinaio di posti in cure intense in tutto il Ticino, aprendo altri blocchi in altre strutture dell’Ente. “Questo è un numero enorme per il nostro cantone rispetto ad altri Paesi. Ma sopra questo limite – conclude Merlani – è difficile andare perché mancano infermieri e medici. Inoltre sarà molto più difficile trasferire pazienti oltre Gottardo perché oggi rispetto a marzo tutta la Svizzera è toccata dal virus".

A livello nazionale, gli esperti hanno spiegato che la saturazione dei posti, in mancanza di misure restrittive incisive, potrebbe verificarsi tra il 5 e il 18 novembre.

TG/mp/eb
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