A fronte dei 66 sì sono stati espressi 34 no e 13 astensioni (ti-press)

PPD appoggia la scuola che verrà

Il comitato cantonale, in vista del voto del 23 settembre, si è espresso a maggioranza a favore della sperimentazione

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Il comitato cantonale del PPD sostiene a maggioranza la sperimentazione de "La scuola che verrà", in votazione il prossimo 23 settembre. La decisione è arrivata al termine di un dibattito tra i fautori del referendum e chi propone la riforma (tra i presenti il consigliere di Stato e direttore del DECS, Manuele Bertoli, il direttore delle scuole medie di Acquarossa Stefano Imelli, il deputato del PPD Claudio Franscella, il capogruppo de La Destra Sergio Morisoli e il presidente dell'UDC Piero Marchesi).

 

Nel partito non sono mancati i contrari, tanto che a fronte dei 66 sì sono stati espressi 34 no (13 gli astenuti). D'altronde, nei giorni scorsi, l'OCST (solitamente vicino alle posizioni del PPD), aveva optato per la libertà di voto.

Nel corso del dibattito il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, Paolo Beltraminelli, dal canto suo, si è espresso sulla vicenda del Cardiocentro, auspicando che sul suo futuro si trovi un accordo tra le parti, evitando "lotte di paese". Motivo del contendere, lo ricordiamo, il fatto che dal 2021, la struttura del Cardiocentro (settore privato) dovrà confluire nell’EOC (settore pubblico). Questo, almeno, stabilisce la convenzione sottoscritta nel 1995.

Nel suo intervento il presidente del PPD, Fiorenzo Dadò, ha invece attaccato il consigliere federale Ignazio Cassis, per la questione della vendita di armi svizzere all'estero.

Quot/P. Ascierto/M. Ang.

Il PPD sulla riforma scolastica

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Il Quotidiano di giovedì 06.09.2018

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