Approfondimento sui ripari fonici

Il Quotidiano di lunedì 29.11.2021

Pannelli solari lungo autostrade e ferrovie

Nelle prossime settimane USTRA e AMB faranno uno studio di fattibilità sulla tratta Moleno-Monte Ceneri

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Potrebbe essere un passo in più in favore delle energie rinnovabili: installare pannelli solari lungo le autostrade e le linee ferroviarie, proprio sulle barriere antirumore. È un'idea che piace al Consiglio federale, che è stato sollecitato dal consigliere nazionale Bruno Storni.

Il potenziale a livello svizzero è di 110 GigaWattora, con la possibilità di fornire elettricità a 22'000 famiglie in tutta la Confederazione. Un input arrivato dal Ticino, dove ci sono ben 50 chilometri di ripari fonici.

Attutito il rumore delle macchine, ora si guarda al sole. Quello di Melide è l'unico impianto fotovoltaico a ridosso dell'autostrada in Ticino e risale al 2007. Ora la Confederazione dice che c'è del potenziale da sfruttare.

"La Confederazione è entrata in materia; ha accettato il postulato e fatto lo studio, definendo il potenziale di fotovoltaico non solo qui, ma anche su tutte le pareti antirumore stradali e ferroviarie. Ed è arrivata con 4 proposte precise, per poi implementare questa politica di sviluppo del fotovoltaico su queste pareti", spiega il Storni.

In Ticino ci sono 50 chilometri di ripari fonici. "Come Ufficio federale delle strade ovviamente aderiamo con piacere a questo programma di promozione e sviluppo delle energie alternative. Ovviamente la nostra attività principale non è quella di produrre energia, ma piuttosto di far funzionare le autostrade", dice Marco Fioroni, capo della filiale ticinese di USTRA.

Il Consiglio federale è preciso nelle sue conclusioni. Dopo una fotografia di quanto esiste, ha messo nero su bianco impegni precisi per l'ufficio federale delle strade e per le ferrovie. Il casus belli è stata la tratta tra Bellinzona Sud e Bellinzona Nord.

"Il Consorzio non è contrario alla posa dei pannelli fotovoltaici, e ci mancherebbe. Il Consorzio ha fortissime riserve sulla posa di un certo tratto di pannelli, su un certo tratto di ripari anti-rumore. Per il semplice motivo che questi andrebbero a ostacolare il normale transito sulla strada di manutenzione, che per noi è molto importante per la gestione dell'Argine destro del Ticino. Per noi questo è un problema. Nel senso che i pannelli entrano per circa un metro sulla nostra strada, e questo è da evitare", dice Edgardo Malè, presidente del Consorzio correzione fiume Ticino.

Ma non rappresenta forse un interesse superiore quello di posare pannelli fotovoltaici? Non si può trovare un compromesso che vada bene per tutti? Queste le domande che la RSI ha posto a Malè. "Non sarà la mancanza di questo piccolo tratto di pannelli che butterà per aria gli accordi di Parigi o di Glasgow. Quindi è una cosa piccola, che non cambia assolutamente nulla", spiega Malè.

Bruno Storni, da parte sua, sottolinea che "l'irradiazione solare che c'è qui è quella che c'è di media in Germania. E in Germania di impianti così ne fanno a centinaia".

Qualcosa in vista invece c'è, sul Muraglione all'entrata di Bellinzona. "Ci siamo detti: qui ci sta un bel impianto solare. L'USTRA ci ha dato l'ok, però imponendoci di stare a una certa altezza, cioè a 4 metri, per ragioni di sicurezza stradale. Ecco che, quindi, adesso stiamo progettando un impianto che coprirà la parte alta del muro", spiega Mauro Suà, direttore delle Aziende municipalizzate di Bellinzona.

L'impianto da 150 kilowatt è ritenuto un messaggio di sostenibilità e darà corrente a 50 abitazioni. È atteso per il 2022, ma c'è di più. "Noi siamo adesso in contatto con USTRA, perché vogliamo realizzare nelle prossime settimane uno studio su tutta la tratta autostradale che passa sul nostro territorio, da Moleno al Ceneri, per valutare i potenziali impianti su questa tratta. E soprattutto per cercare di coordinare gli investimenti con USTRA", dice Mauro Suà.

Storni: "Ticino quasi ultimo, malgrado sia il cantone più soleggiato"

Bruno Storni, intanto, sottolinea il ritardo della politica. "La politica, in generale, parla tanto di rinnovabili, ma poi, nel concreto, si trova sempre qualche problema o qualche ostacolo. In Svizzera abbiamo una certa promozione del fotovoltaico, ma in Ticino siamo quasi gli ultimi della classe, malgrado il nostro sia il cantone più soleggiato della Confederazione". Un Ticino che è stato il primo in Europa ad avere un tetto fotovoltaico, sulla mensa della scuola tecnica superiore di Trevano.

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