L'ex Macello di Lugano, sede provvisoria del CSOA dal 2012 (©Ti-Press/Samuel Golay)

Parte la disdetta al Molino

Il Municipio di Lugano avvia la procedura di sfratto - Al centro sociale concessi 20 giorni per liberare l'ex Macello

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Il Municipio di Lugano, a stretta maggioranza, ha deciso di liberare l'ex Macello dalla presenza del Centro sociale autogestito il Molino. Non procederà con la forza, come ventilato subito dopo i tafferugli avvenuti durante la manifestazione dello scorso 8 marzo alla stazione. La via scelta dall'Esecutivo, come deciso durante la seduta di giovedì, è quella di procedere allo sfratto, in modo che la città riottenga i locali concessi in via transitoria al Molino nel 2002 tramite una convenzione (firmata anche dal Consiglio di Stato).

Ex Macello, 20 giorni per andarsene

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La procedura per la disdetta di quello che nel frattempo è diventato una sorta di contratto di comodato partirà subito. All'assemblea del centro sociale viene accordato un termine di 20 giorni per liberare gli edifici. Se non sarà rispettato verrà avviata la procedura di sgombero d'ufficio. L'Esecutivo, assicura in una nota, resta disponibile nel caso di un'eventuale richiesta di mediazione.

 

Il PS, "una provocazione"

La prima reazione alla decisione è giunta dal Partito socialista. Il preavviso di 20 giorni per lasciare l’immobile è definito "una provocazione", anche se la decisione del Municipio di Lugano potrà essere impugnata da un ricorso. Secondo il PS potrebbe anche essere accolto "visto che la città ha necessità di tornare in possesso dell’immobile dato in utilizzo al Centro sociale autogestito solamente e al più presto tra 2 anni (inizio dei lavori presumibile per la riattazione e la trasformazione dell’ex Macello nel 2023-2024)".

Da parte sua l'MPS in una nota afferma che "con questa decisione il Municipio e i suoi partiti confermano la propria inettitudine a porre in atto soluzioni credibili e praticabili per offrire un’alternativa all’esperienza del Molino".

Ex Macello, i municipali che hanno detto No

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Decisione rinviata sul Molino

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Diem
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