Dal Governo ticinese una riforma fiscale che punta a più sostegno per cittadini e aziende (archivio Ti-Press)

"Per un Ticino più competitivo"

Christian Vitta difende la bontà delle scelte. Manuele Bertoli lo ritiene un passo avanti in un esercizio inutile. Mentre per Felice Dafond (ACT) è un giusto riconoscimento

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Il presidente del Governo ticinese Christian Vitta ha presentato la riforma fiscale ponendo tra i punti fermi di tale aggiornamento l’esigenza di rendere il fisco cantonale più competitivo rispetto alla media elvetica ed evitare la fuga delle persone giuridiche verso lidi più accattivanti nella tassazione delle imprese.

 

Vitta ha spiegato che tutti i cantoni stanno attuando riforme fiscali che permettano loro di essere più competitivi, ragion per cui "il Ticino non può fare eccezione: se non facciamo nulla finiamo nelle ultime posizioni", ha rilevato Christian Vitta, delle graduatorie intercantonali. Il direttore del DFE ha ribadito ai microfoni della RSI di "non voler vedere pezzi del nostro tessuto economico fare scelte che li portano verso altri cantoni".

 

In merito al contributo ai comuni di 9 milioni, Vitta è categorico: "Sono comunque risorse importanti e non va dimenticato che se dovessimo avere condizioni poco concorrenziali rispetto agli altri cantoni, la partenza di un’azienda da un comune" ha ricadute non solo a livello cantonale, ma pure e soprattutto per il comune coinvolto.

 

Sul capitolo di contributi a educazione e socialità Christian Vitta ricorda che "l’attività della politica consiste nel trovare soluzioni condivise. In Governo ci siamo riusciti dando vita ad un consenso allargato" fino all’unanimità. Se poi si andrà alle urne, conclude il presidente dell’Esecutivo, "affronteremo pure il voto popolare ma con una strategia e un disegno ben chiari, che i cittadini potranno analizzare e valutare".

Manuele Bertoli: "Un passo avanti, ma ritengo sia sempre un esercizio inutile"

“Diciamo che le prime ipotesi parlavano di un 5% mentre adesso si è al 2%”. Esordisce così il consigliere di Stato e direttore del DECS Manuele Bertoli nello spiegare il suo nulla osta alla riforma fiscale. “I numeri parlano abbastanza eloquentemente di una riduzione consistente dell’impatto di questa misura”, che da un profilo concettuale, rimarca Bertoli, io continuo a pensare sia sostanzialmente inutile e per me rimane naturalmente la parte più indigesta del 2% di moltiplicatore”. Una misura che il "ministro" socialista considera comunque “un passo avanti”.

 

Il punto di vista dei comuni con Felice Dafond; "Il contributo è un giusto riconoscimento"

Felice Dafond, presidente dell’Associazione dei comuni ticinesi (ACT), commenta favorevolmente il contributo di 9 milioni di franchi reso noto oggi, mercoledì dall’Esecutivo ticinese. Il sindaco di Minusio sottolinea che “è comunque un giusto riconoscimento ai comuni per la perdita di gettito" che dovranno subire. L’esponente PLR precisa che "si dovrà vedere però pure come saranno distribuiti e che effetti avranno i 9 milioni tra comune e comune".

 

EnCa
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