Immagine d'archivio (keystone)

Permessi, verso l’Alta vigilanza

Si concretizza l’ipotesi di ricorrere a questo strumento parlamentare per far luce su quanto emerso durante la trasmissione Falò

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Chiesta dal Partito socialista e appoggiata in particolare dal PLR, l'alta vigilanza del Parlamento ticinese sulle modalità e i criteri di rilascio dei permessi per stranieri si fa sempre più concreta. La Commissione della Gestione - cui spetta proprio questo compito - potrebbe formalizzare una decisione in tal senso già la prossima settimana, quando – ci spiega il presidente della Gestione, il deputato liberale-radicale Matteo Quadranti - la Commissione spera di sentire in audizione il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. L’obiettivo è far luce su quanto emerso durante la trasmissione Falò del 3 settembre: e cioè una prassi particolarmente restrittiva nella concessione dei permessi, nonostante vari richiami da parte del Tribunale amministrativo cantonale.

La vita degli altri

La vita degli altri

di Alessandra Maffioli e Simona Bellobuono

 

Una decisione formale non è ancora stata presa, spiega Quadranti ai nostri microfoni, ma “è abbastanza probabile che verrà presa la settimana prossima, perché l’Alta vigilanza, non essendo una commissione parlamentare d’inchiesta, nasce su iniziativa autonoma della Commissione della gestione”.

Quella della Commissione parlamentare d’inchiesta resta dunque un’opzione, da attivare però solo se dagli approfondimenti che la Gestione potrebbe decidere di effettuare, dovessero emergere elementi tali da richiedere questo passo.

A sostenere l'attivazione dell'Alta vigilanza, secondo nostre informazioni, di principio vi sono - oltre chiaramente ai socialisti - il PLR e i Verdi. Il PPD attende di sentire il Governo, la Lega non ha ancora preso una posizione, mentre l'UDC per ora non si esprime.

 
CSI-AP/ludoC
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